“Operatori” di Skenexodia porta in scena al Teatro Testaccio di Roma

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ROMA – Lo spettacolo “Operatori” è tratto dall’omonimo romanzo di Fabio Mercanti. Andrà in scena sabato 19 e domenica 20 presso il Teatro Testaccio di Roma ad opera della Realtà Teatrale Skenexodia diretta dal regista di origine civitavecchiese Luca Guerini Sul palco capitolino saliranno gli attori: Lisa Andreani, Daniele Borghi, Gianluca Ciotti, Marco Gilio, Matteo Ottaviani, Alessandro Paolini, Lorenzo Romagna, Valeria Tinti, Francesca Vaccaro. Lo spettacolo è stato già rappresentato a Pesaro, Morciano di Romagna, Ancona e nelle prossime settimane verrà proposto anche ad Urbino, Macerata Feltria, Gradara e Fossombrone.
“L’Italia è una Repubblica fondata sulle esperienze”. Il curioso incipit è stato coniato dallo scrittore marchigiano Fabio Mercanti che nel suo romanzo Operatori mette in scena un confronto generazionale tra Guido Conforti – un uomo di mezza età che è appena stato licenziato – e i suoi nuovi colleghi del call center, ragazzi e ragazze non ancora trentenni. Guarda la sua generazione e cambia la costituzione. Proragonsti sul palco gli operatori della CreditPlus, un call center immaginario simile alle decine di sparsi per l’Italia, tra questi Guido Conforti, un libraio di mezza età, che dopo il licenziamento dalla libreria dove aveva lavorato per più di vent’anni inizia un nuovo lavoro nel call center tra colleghi e colleghe molto più giovani di lui. Da questo incontro nasce un confronto generazionale che è il cuore di Operatori. “L’idea iniziale era quella di scrivere un romanzo sul call center, prendendo spunto dalla mia esperienza personale – racconta l’autore – Volevo creare un personaggio giovane, ironico e intelligente, che riflettesse sulla sua generazione, sul precariato e sul futuro. Poi ho cambiato idea. Ho pensato che questo tipo di riflessioni avrebbero avuto maggior valore se messe continuamente a confronto con qualcuno appartenente a un’altra generazione rispetto a quella dei ragazzi ‘più che ventenni e quasi trentenni’. Così è nato Guido Conforti”.

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