Mad, quando la moda ha il volto di due giovani creativi

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CIVITAVECCHIA – Due stilisti e una realtà locale in espansione; entriamo insieme nell’atelier, minimal e accogliente, di Luca Baldini e Donato Di Munno per conoscere Mad e la loro passione per la moda. Circondati da manichini e abiti svolazzanti inizia la nostra intervista.

Quando e come vi è venuta l’idea di creare Mad?

L: “Mad nasce circa un anno e mezzo fa dall’unione dei due mondi diversi dai quali veniamo io e Donato. Io ho studiato Ingegneria, una materia di studio molto diversa da quella di Donato e lontana dal mondo della moda, seppure comunque vicina alla progettazione e alla creazione”.

D: “Io invece mi sono laureato allo IED, l’Istituto Europeo di Design, e prima di Mad mi ero già occupato di moda, soprattutto al livello di spose e abiti da cerimonia. Poi circa un anno e mezzo fa ho iniziato a sentire il bisogno di esprimere qualcosa di mio e quindi, anche grazie alle spinte di Luca, ho creato insieme a lui Mad.
Mad non nasce solamente da una volontà di espressione, ma anche dalle capacità pratiche di entrambi di realizzare le nostre idee”.

A questo punto sorge spontanea una seconda domanda, da dove viene il nome Mad?

L: “Il nome Mad, così come l’intero progetto, nascono da una preghiera, una preghiera soprattutto da parte di Donato. Siamo entrambi credenti e praticanti e abbiamo voluto inserire nel nome un rimando particolare alla nostra fede. Infatti non solo Mad è composto dalle iniziali di Mode, Art e Design, in cui confluiscono le nostre diverse formazioni, ma sono anche le lettere all’inizio delle parole ‘Madonna’ e ‘Madre’. Dato che ci occupiamo principalmente di abiti da sposa e da cerimonia, abbiamo pensato che non ci fosse nulla di meglio che un riferimento al nome della sposa per eccellenza, la Sposa di Dio, centro anche della tesi di laurea di Donato. Da qui nascono anche i colori del nostro logo, che sono tradizionalmente abbinati nell’iconografia mariana, alla figura della Madre di Dio”.

Qual è secondo voi la caratteristica che rende unico il vostro lavoro?

L: “A mio parere il tratto distintivo delle nostre creazioni è proprio la preghiera, questa vicinanza a Dio che caratterizza la nostra opera”.

D: “Secondo me a rendere uniche le nostre creazioni è la leggerezza, una sensibilità diversa. Una leggerezza che non è certo da intendere come frivolezza, ma più un qualcosa che sfocia in quella qualità che spesso nel mondo della moda viene tralasciata: la gentilezza. Per fabbricare abiti gentili e leggeri, che siano puri, bisogna però esserlo in prima persona, bisogna riflettere le caratteristiche che si vogliono conferire alla propria arte, ed è per questo che io e Luca cerchiamo sempre di mantenere questo tratti vivi nel nostro carattere e, con nostro grande piacere, la nostra gentilezza è spesso il motivo per cui siamo apprezzati dalle persone con cui lavoriamo”.

Possiamo dire che la vostra è una moda per tutte?

L: “Sì, la nostra è certamente una moda per tutte, una moda su misura, per riportare in auge il concetto di atelier. Quindi non solo una moda che si adatti al fisico, ma anche una moda che si adatti al carattere. Per questo facciamo sempre un incontro preliminare, per poter capire e quindi esprimere al meglio la personalità delle nostre clienti negli abiti che confezioniamo per loro. Vogliamo che si rispecchino nei nostri abiti e che indossandoli possano sentirsi delle principesse. Inoltre vogliamo riproporre uno stile che è quello del made in Italy della sartoria delle grandi case, con tecniche innovative e la realizzazione dell’accessorio abbinato…ovviamente senza presunzione”.

Sappiamo che state lavorando alla nuova collezione: Etherea. Volete raccontarci come nasce?

D: “Etherea, come lascia intendere il nome stesso, nasce dalla volontà di esprimere quella leggerezza di cui parlavamo prima, una leggerezza che è ispirata al cielo nelle sue accezioni più varie: dal cielo come entità fisica al cielo come sede delle bellezze angeliche”.

L: “Il cammino verso la nuova collezione è stato piuttosto semplice, abbiamo continuato ad usare tessuti molto leggeri, come lo chiffon, proponendoli questa volta in colori che richiamino le mutazioni del cielo, quindi i rosa dell’alba o, ancora, i gialli del tramonto. Inoltre per rimanere sul tema angelico abbiamo voluto dare ad ogni abito un nome particolare, quello dell’Angelo Custode del giorno in cui l’abito viene finito. Quindi ogni abito è una preghiera”.

Quando ce la mostrerete?

L: “La collezione sarà pronta a Dicembre. Al momento stiamo lavorando all’organizzazione dell’evento di presentazione che, se tutto va bene, si terrà a San Pancrazio, a Tarquinia, nei giorni 6, 7 e 8 Dicembre”.

La scorsa estate avete presentato alla Cittadella della Musica “Idea” un evento molto particolare durante il quale avete creato abiti, accessori e invitato ospiti. Dato che l’evento è stato un successo, state pensando di replicarlo?

L: “Sì, dopo la partecipazione del mese scorso alla finale di The Look of The Year a Sanremo, dove le modelle hanno sfilato con i nostri abiti, ci piacerebbe molto proporre un nuovo evento anche qui a Civitavecchia. C’è qualcosa che bolle in pentola, ma è ancora tutto da vedere”.

 

 

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