Hasekura Tsunenaga verso l’Occidente: una missione difficile e avventurosa

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La missione di Hasekura Tsunenaga è la prima importante missione politico commerciale voluta dal Giappone per entrare ufficialmente in contatto con l’occidente. Già nel 1585, tramite i missionari gesuiti, quattro giovani giapponesi di nobile famiglia avevano raggiunto Roma all’epoca di papa Gregorio XIII ma con obiettivi religiosi funzionali all’ordine ecclesiastico.
Con la missione di Hasekura inizia la prima vera apertura del Giappone verso l’Europa per stabilire relazioni commerciali permanenti, in particolare con la Spagna e il Portogallo del re Filippo III. La proposta giapponese in sintesi riguardava la possibilità di instaurare contatti diretti e non più mediati tramite le Filippine. In cambio, in Giappone, sarebbe venuta meno la politica anticristiana e si sarebbe favorito l’insediamento di comunità religiose, francescane e gesuite.
E’ il nobile feudatario signore di Sendai Date Masemune che nel 1613 invia il suo samurai Hasekura nella Nuova Spagna (Il Messico) dove il governatore locale lo riceve e ma lo invita a portare le istanze direttamente al re di Spagna. E’ così che la missione attraversa un altro oceano per raggiunge l’Europa. Anche l’incontro con Filippo III re di Spagna fu interlocutorio e non risolutivo. Forse proprio per questo motivo la missione fu costretta a proseguire verso Roma per avere udienza direttamente da papa Paolo V, colui che all’epoca, come i suoi predecessori, decideva la politica dell’Occidente tramite le bolle papali. Il papa, tuttavia, su consiglio dei gesuiti, di fatto non concesse nulla ad Hasekura rimandandolo per la decisione finale di nuovo alla volontà del re spagnolo.
La missione fu un insuccesso in quanto Filippo III alla fine non fu disponibile alle richieste. Hasekura ripartì dalla Spagna verso il Giappone il 4 luglio 1616. Il ritorno vide l’ambasciata raggiungere Acapulco e da lì arrivare a Manila nelle Filippine nel 1618 su una rotta inconsueta per l’epoca. Nel frattempo la situazione in Giappone era cambiata e il cosiddetto “secolo cristiano” volgeva al suo termine con una nuova forte ostilità generale verso la nuova religione. Per il rientro della missione, che era stata voluta per aprire verso l’occidente cristiano, i tempi non erano certo favorevoli. Soltanto nel 1620 Hasekura e compagni riuscirono a tornare in Giappone.
Una missione difficile e sfortunata, una grande coraggiosa avventura umana attraverso gli oceani.
Gli scopi dell’ambasceria non erano stati raggiunti ma l’avvenuto passaggio in Europa e in Italia del samurai, inviato da Date Masamune signore di Sendai, ha lasciato una traccia culturale importante, sulla scia della quale nei secoli si è continuato ad intrecciare le relazioni fino ai giorni nostri.

A cura di Flavio Enei

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