Ecco “Pop-Movement”: “La cultura deve essere gratuita”

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CIVITAVECCHIA – Buona la prima per il neonato “Pop-Movement”, movimento artistico-culturale civitavecchiese attivo principalmente in ambito musicale. Il primo appuntamento, fissato per lo scorso sabato 2 dicembre in zona Borgata Aurelia, presso l’ex Cooperativa di Lavoro Tirreno ormai abbandonata, ha visto riunirsi tanti ragazzi, tutti accomunati dalla voglia di ascoltare e condividere musica insieme. Tanto entusiasmo e partecipazione dunque per le oltre quattro ore di programmazione musicale, principalmente techno e house, con i dj-set di Andrea Lucchesi e Valerio di Vita, il tutto in maniera rigorosamente gratuita.
“L’idea è quella di condividere liberamente la nostra musica preferita – sostiene Valerio Di Vita, 21 anni, ideatore di ‘Pop – Movement’ – senza alcun filtro, lontani dagli stilemi tipici di certi ambienti. Spesso se ci affidiamo ai suggerimenti che ci vengono offerti online si finisce sempre con l’ascoltare i soliti quattro titoli, mentre noi vogliamo proporre una selezione underground ricercata, varia, originale e libera”. Per quanto riguarda i generi “io ed Andrea Lucchesi, che ringrazio tantissimo per aver creduto da subito nel progetto, siamo partiti dalla techno e dall’house, ma nei prossimi dj-set saranno diverse le contaminazioni, anche attraverso la collaborazione con altri appassionati ed esperti musicali. L’unico filo logico fra i brani sarà l’emotività di chi è in consolle. Per noi questo è fare cultura”.
Fondamentale è anche l’aspetto dell’assoluta gratuità delle manifestazioni del “Pop-Movement”: “E’ assurdo che al giorno d’oggi la cultura abbia un costo, dovrebbe essere un qualcosa di accessibile a tutti. Per ascoltare musica o ci si affida ai soliti canali, che offrono sempre la solita selezione, oppure si è costretti a pagare per partecipare ai vari eventi”. Precisa Di Vita: “Non siamo un’organizzazione di eventi, siamo un movimento, facciamo manifestazioni del tutto gratuite per consentire a chiunque di sentire e condividere musica underground, che andrebbe altrimenti perduta. Non c’è un profitto, non c’è un consumatore: per noi la musica e la condivisione sono il punto su cui concentrarci”.
Ma “Pop-Movement”, e su questo Di Vita insiste molto, è anche protesta, sia verso il mercato musicale (“elitario e schiavo delle logiche del mercato”), sia verso le istituzioni e le amministrazioni: “Faremo manifestazioni in luoghi abbandonati e dimenticati dalla società e dalle istituzioni, per rivalutarne la bellezza e riempirli d’arte”.
Un grande ringraziamento va anche all’assessore alla cultura Vincenzo D’Antò, che “ha capito il valore di quest’iniziativa e mi ha incoraggiato concretamente ad andare avanti nei prossimi mesi. Vogliamo a coprire con la musica tutto quanto il rumore assordante di questo mondo”.

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