“Capolavori ritrovati” e assolutamente da vedere a Cerveteri

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CERVETERI – L’esperienza acquisita, in tanti anni di giornalismo specializzato, nel visitare centinaia di Mostre di natura culturale ha riservato, a volte, a chi scrive, sorprese in negativo visto che, più spesso dell’immaginabile, al titolo, più o meno roboante dato alle stesse non corrispondevano dei contenuti all’altezza del declamato.

Nel caso invece della Mostra inaugurata ieri pomeriggio (davanti a tantissime persone, alcune rimaste addirittura in piedi, nonostante fossero le ore 15,00 e la buona dose di caldo dispensata da madre natura) presso la Sala “Mauro Cristofani” (intitolata a quel grande archeologo/etruscologo romano che fu l’Uomo) che è congiunta alla Sala Ruspoli, ove si è tenuta la conferenza di presentazione, tutte le aspettative insite nel titolo non sono andate affatto deluse in quanto i “pezzi” esposti sono veramente di pregevolissima fattura e di grande bellezza.

A presentare cotanta esposizione vi è stato, in apertura, il saluto del Sindaco Ing. Alessio Pascucci, al quale sono seguiti gli interventi della D.ssa Caterina Bon Valsassina Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, della Dott.ssa Alfonsina Russo (sempre molto “legata” a Cerveteri come da lei stessa dichiarato) attualmente Direttore del Parco Archeologico del Colosseo ma già Soprintendente per l’Etruria Meridionale e dell’attuale Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale l’arch. Margherita Eichberg. Ha concluso il tutto, prima del formale e rituale “taglio del nastro”, l’Ing. Lorenzo Croci, Assessore allo Sviluppo Sostenibile del Territorio, che, come già accennato da Pascucci, ha voluto riaffermare l’ottimo sinergico lavoro svolto in questi anni con le suddette realtà sottolineando, nella maniera dovuta, anche in questo caso, lo straordinario “lavoro” effettuato dal validissimo Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale a capo del quale c’è il bravissimo Generale Fabrizio Parrulli coadiuvato ottimamente dal Colonnello Alberto Deregibus e da tutte le Unità di Personale (molto specializzate) dell’Arma poste sotto il suo comando.

Detto subito che codesta Mostra va solamente ed assolutamente visitata per apprezzarla in pieno, si riporta, in quanto ben centrato sull’argomento e sufficientemente esplicativo (ma non più di tanto al fine di stimolare l’interesse nei potenziali visitatori) il “cuore” del relativo comunicato stampa “… esposta per la prima volta al pubblico una selezione di un eccezionale nucleo di materiali archeologici riacquisiti al Patrimonio nazionale solo da poche settimane, a conclusione di una lunga vicenda giudiziaria, grazie a un accordo transattivo recentemente concluso dall’Avvocatura Generale dello Stato. È presentato anzitutto un significativo gruppo di ceramiche di fabbrica greco – orientale del VII sec. a.C., riconducibili alla nota produzione dello ‘Stile della capra selvatica’, originaria delle coste meridionali dell’attuale Turchia e delle isole antistanti, e caratterizzata da fregi zoomorfi nei quali l’iconografia della capra selvatica o stambecco ricorre con particolare frequenza. Le nuove acquisizioni hanno notevolmente ampliato le attestazioni note fino ad ora. Sarà inoltre possibile ammirare alcuni vasi attici databili tra il VI e il V sec. a.C., perfetta esemplificazione dei prodotti di alto artigianato artistico provenienti dall’Egeo, e più in generale da tutto il Mediterraneo, dei quali l’Etruria tirrenica rappresentò per un lungo arco di tempo il principale recettore”.

La suddetta Mostra si lega benissimo con l’altra (anche questa di assoluto splendido rilievo) allestita nelle vicinissime Case Grifoni, sempre in piazza Santa Maria (ove, non dimentichiamolo, c’è anche il Museo Nazionale Cerite che ospita, fra le tante bellezze dei Rasenna (gli Etruschi), pure il famosissimo Cratere di Euxiteos – vasaio ed Eufronios- pittore ed e l’altrettanta famosa Kylix di Eufronios -vasaio ed Onesimos – pittore per non parlare poi delle interessantissime vetrine “Piero Angela” touch screen in italiano ed inglese) dal titolo “Il Patrimonio ritrovato a Cerveteri i predatori dell’Arte … e le storie del recupero …” che, anche in questo caso, si è avvalsa dell’indispensabile straordinaria opera di recupero effettuata dall’eccezionale Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale una delle Realtà del nostro insuperabile ambito culturale apprezzata (ed invidiataci) da tutto il mondo.

 

Arnaldo GioacchiniMembro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO

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