Scippa una donna e ingoia la catenina per non farsi arrestare

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CIVITAVECCHIA – Nella mattinata di ieri, gli agenti dell’Ufficio Polizia di Frontiera Marittima e del Commissariato di Civitavecchia, operando in perfetta sinergia tra loro, anche grazie al tempestivo intervento di un operatore della locale Sottosezione Polizia Ferroviaria, dopo un rocambolesco inseguimento, prima a piedi e poi in auto, hanno bloccato e tratto in arresto due 19enni di origini polacche, resisi responsabili del furto con strappo in danno di una donna in questo centro cittadino.
Erano circa le 10 quando, mentre libero dal servizio percorreva viale P. Togliatti, un agente della locale Sottosezione Polfer assisteva ad uno scippo operato nei confronti di una donna da parte di un giovane, fuggito poi a piedi imboccando i vicoli adiacenti. Il poliziotto inseguiva il malfattore e, contestualmente, comunicava all’operatore del “113” quanto accaduto, fornendo una puntuale descrizione dell’autore del crimine; venivano, quindi, diramate le ricerche a tutti gli equipaggi operanti in città. Il fuggitivo, una volta giunto in Via A. Montanucci, saliva a bordo di un’utilitaria, dove all’interno vi era un complice con il quale si allontanava repentinamente facendo perdere le proprie tracce.
Nel frattempo, sulla scorta degli elementi comunicati via radio dalla sala operativa, una pattuglia dell’Ufficio Polizia di Frontiera presso lo Scalo Marittimo e la volante del Commissariato, in perfetta azione sinergica, viaggiando su due strade parallele, confluivano nella zona dove presumibilmente si erano diretti i due ricercati e, in Via Terme di Traiano, nei pressi dello svincolo autostradale Civitavecchia nord, l’equipaggio della Polmare intercettava e bloccava un’autovettura perfettamente rispondente alla descrizione fornita dall’agente della Polfer e, unitamente agli operatori della Volante giunti nell’immediatezza, si procedeva al controllo dei due giovani che si trovavano a bordo del mezzo fermato, entrambi 19enni ed originari della Polonia, uno dei quali, nel frattempo, si era cambiato d’abito nel vano tentativo di sviare i sospetti.
Quindi, condotti in Commissariato per gli ulteriori approfondimenti investigativi, i due hanno negato ogni coinvolgimento nell’episodio criminoso ma, poiché uno di questi appariva particolarmente sofferente, palesando difficoltà respiratorie associate a nausea e voltastomaco, tramite ambulanza, veniva trasferito presso il pronto soccorso dell’ospedale S. Paolo dove, al termine degli accertamenti sanitari, grazie a due distinti esami radiografici, questi è risultato aver ingerito un oggetto metallico del tutto somigliante ad una catenina, perfettamente visibile nello stomaco.
Nel frattempo, un teste oculare del delitto, tramite individuazione fotografica, riconosceva in maniera inequivocabile quale autore dello scippo il soggetto fermato e sottoposto alle cure mediche; pertanto, considerati gli incontrovertibili di prova acquisiti, i due venivano dichiarati in arresto per furto con strappo in concorso e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria che ne disponeva la traduzione presso la Casa Circondariale Nuovo carcere Aurelia, in attesa dell’udienza di convalida.

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