Movida: le Forze dell’Ordine non cedono, altro pugno duro

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CIVITAVECCHIA – Sembra quasi una sfida. Ma al momento sembra che le Forze dell’Ordine non abbiano alcuna intenzione di cedere e la lotta alla Movida selvaggia prosegue finalmente con durezza. Stesso copione delle precedenti puntate quello andato in scena nel weekend al Ghetto, con diversi avventori e vari locali recidivi nel trasgredire le regole e la Polizia in forze ad elevare contravvenzioni.
In particolare, nelle nottate di sabato e domenica, 6 locali del Ghetto sono stati sottoposti ad approfonditi accertamenti, protrattisi sino a tarda notte, durante i quali si è proceduto all’identificazione di 36 persone, tra avventori e personale addetto alla vendita e sono state elevate ben 10 contravvenzioni al Codice della Strada, a carico di altrettanti veicoli parcheggiati in zona pedonale o interdetta al traffico veicolare. Nell’ambito delle verifiche amministrative, è stato contestato il mancato rispetto dell’orario di interruzione delle emissioni musicali a carico del gestore di un locale dedito alla somministrazione di bevande ed alimenti; pertanto, lo stesso è stato denunciato e dovrà rispondere anche di “disturbo del riposo delle persone”.
Quindi, tutti gli esercenti controllati sono stati ammoniti sulle conseguenze derivanti dalla diffusione di emissioni sonore ad altro volume, dal mancato rispetto dell’orario di chiusura e dall’indiscriminata somministrazione di bevande alcoliche, fattori che rischierebbero di creare turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica.
A tal proposito, in relazione all’episodio avvenuto venerdì notte in via E. Toti, allorquando un centinaio di giovani appena usciti da un pub si sono radunati in strada per disperdersi all’arrivo delle volanti, il Dirigente del Commissariato, Dr. Giovanni Lucchesi, tiene a precisare che, nell’occasione, non vi è stata alcuna rissa e che, allo scopo di scongiurare per il futuro il verificarsi di simili situazioni, ha preannunciato che verranno chiesti al Sindaco severi provvedimenti a carico di quegli esercizi recidivi ad inadempienze in ordine alle prescrizioni impartite, con previsione anche della chiusura o della sospensione dell’attività.

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