In sciopero della fame per difendere il proprio posto di lavoro

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scuolaROMA – Sono giunti stamattina a Roma Giacomo e Caterina, i due giovani insegnanti precari di Palermo in sciopero della fame contro i tagli del Ministro Gelmini e la perdita del proprio posto di lavoro. Non ce l’ha fatta invece ad arrivare nella capitale Pietro, il terzo docente precario in sciopero della fame da diversi giorni le cui condizioni di salute, come hanno riferito oggi i suoi due colleghi, sono alquanto critiche. Sostenuti da diversi colleghi del Coordinamenti Precari Scuola di Roma, Giacomo e Caterina si sono posizionati in piazza Montecitorio, di fronte al Parlamento, dove intendono restare anche nei prossimi giorni per portare con ulteriore visibilità all’attenzione delle istituzioni e dei mass media il dramma umano che li sta colpendo, insieme ad altre migliaia di insegnanti precari che a settembre, con l’inizio dell’anno scolastico e la seconda ondata di tagli disposta da duo Tremonti-Gelmini, si ritroveranno senza cattedra, e dunque disoccupati.
“Ho lasciato i miei due figli in Sicilia ieri sera quando sono partita – racconta Caterina – dicendo loro che la mamma andava a difendere il suo posto di lavoro. Non posso fare altrimenti perché questa è veramente una battaglia di sopravvivenza”.
“Lo sciopero della fame è un gesto estremo a cui si ricorre in situazioni drammatiche – le parole di Giacomo – e questa lo è più che mai, perché di fronte alla perdita del proprio posto di lavoro e all’impossibilità di programmare il proprio futuro e la propria vita non si può che optare per scelte estreme.  Tanto più quando anche la dignità dei lavoratori, come nel nostro caso, viene cinicamente calpestata. Lo stesso decreto Salvaprecari altro non è che uno squallido inganno del Governo, che non salva assolutamente nessuno. Quello che auspico è una radicale mobilitazione di tutti gli insegnanti precari d’Italia, perché siamo a migliaia a perdere il posto di lavoro, ed una scossa alle coscienze di genitori e studenti perché i tagli alla scuola colpiscono anche e soprattutto loro”.
E proprio il ritiro dei tagli è stata la parola d’ordine ribadita questa mattina davanti a Montecitorio dal Coordinamento Precari Scuola, il quale ha inteso con il presidio di oggi dare il via alla nuova stagione di mobilitazione a difesa della scuola pubblica, attraverso iniziative e proteste che nei prossimi giorni tenteranno di attivare a macchia d’olio, partendo da Roma, in tutte le città d’Italia. Il presidio odierno, in tal senso, dovrebbe tramutarsi in una protesta permanente almeno fino all’inizio del nuovo anno scolastico.

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