Viterbo. Sfiducia “dal basso” alla Buona scuola

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VITERBO – Ieri pomeriggio, 12 novembre 2015, si è svolto un sit-in in piazza del Comune a Viterbo. Docenti, genitori, cittadini e studenti si sono dati appuntamento per manifestare, ancora una volta, il dissenso alla riforma della “Buona Scuola” targata Renzi-Giannini. Analoghe manifestazioni si sono svolte in tutta Italia per accompagnare lo sciopero nazionale di oggi, 13 novembre 2015.
Durante il sit-in, una delegazione è stata ricevuta dal vice prefetto vicario dottor Salvatore Grillo, al quale è stato consegnato un documento di sfiducia “dal basso” della legge 107 sulla scuola. Analogo documento è stato consegnato oggi in altre 23 Prefetture italiane. Il dottor Grillo ha ascoltato con attenzione e ha garantito che inoltrerà il documento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Istruzione e a quello dell’Interno.
La delegazione viterbese era composta da Patrizia Maria Morrone del Coordinamento Scuole Viterbo, Rossella De Paola del Comitato LIP, Valeria Bruccola dell’Adida Precari, Federica Signore del comitato Studenti in Azione, Parisina Antonozzi Ager genitori, Franco Marinelli dell’associazione Solidarietà Cittadina e Silvano Olmi vice presidente nazionale dell’associazione ambientalista Fare Verde Onlus.
“È stato un incontro cordiale – dicono i componenti la delegazione – siamo stati accolti con estrema cortesia e grande professionalità dal dottor Grillo, al quale abbiamo consegnato un documento che contiene forti riserve su un progetto di riforma della scuola che va contro la Costituzione Italiana. Il governo Renzi non ascolta la base, le consultazioni sono state una farsa poiché nessuna delle nostre istanze è stata accolta. Con il progetto governativo la scuola non sarà più egualitaria, sarà privata di ulteriori risorse, diventando ostaggio dei fondi elargiti da aziende private che potranno condizionare pesantemente l’offerta formativa. Si creeranno così scuole di serie A e scuole di serie B. Con questo documento – concludono i firmatari – non avanziamo rivendicazioni salariali, ma vogliamo difendere i principi che sono alla base della scuola statale italiana.”

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