Una rete di sindaci e comitati contro la discarica di Roma in Provincia

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CERVETERI – Una rete di sindaci, amministratori e comitati civici per dire No alla discarica di Roma nel territorio della provincia della Capitale. A lanciarla è Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, località simbolo delle battaglie contro la discarica di Roma, già vinta nel 2008 quando si era pensato di scaricare a Pizzo del Prete, località a pochi chilometri dal sito Unesco della Banditaccia, i rifiuti della Città Eterna.

A firmare la missiva inviata al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, sono circa cento tra sindaci e rappresentanti di comitati. “Domani con la fascia tricolore ci presenteremo in Campidoglio per consegnare alla Raggi questo appello. Avremmo voluto farlo in Città Metropolitana, ma la sindaca non viene mai, a dimostrazione di quale sia la sua considerazione e il rispetto per i cittadini che vivono nell’hinterland della Capitale”, spiega Pascucci.

L’elenco dei firmatari è bipartisan e include comuni coinvolti dalla mappatura contenente le aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, inviata lo scorso 20 dicembre 2018 dalla Città Metropolitana alla Regione Lazio, ma anche territori che non sono interessati dalla problematica ma che chiedono alle Istituzioni che Roma Capitale, al pari di tutti gli Enti Locali, si preoccupi di chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del raccordo anulare. A chiederlo a Virginia Raggi, oltre al sindaco Alessio Pascucci, primo firmatario e promotore dell’iniziativa, ci sono due consiglieri municipali di Roma, Dario Nanni del VI e Andrea Bozzi del X municipio, 22 Sindaci tra cui il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, il sindaco di Latina, Damiano Coletta, i sindaci di Frascati, Ladispoli, Bracciano, Castelnuovo di Porto, Grottaferrata, Tolfa, Fiano Romano, il grillino Antonio Cozzolino, primo cittadino di Civitavecchia, i consiglieri regionali Marta Bonafoni, Gino De Paolis, Michela Califano, Marietta Tidei ed Emiliano Minnucci, i deputati Serse Soverini, Rossella Muroni,  Paola Binetti, gli europarlamentari David Borrelli e Daniela Aiuto, la Co-Presidente dei Verdi Europei Monica Frassoni, la Co-Portavoce Federazione dei Verdi Elena Grandi. Un elenco al quale in queste ore si stanno unendo decine di altri amministratori e comitati ambientalisti.

“Ci duole osservare che, non solo nella redazione della suddetta mappa non si è tenuto conto delle indicazioni fornite dai diversi Comuni, ma sono anni che i territori che governiamo subiscono le cattive politiche di gestione dei rifiuti di Roma ed è inaccettabile pensare di individuare la discarica al di fuori della stessa Capitale. I nostri cittadini collaborano ogni giorno per differenziare correttamente i loro rifiuti e in molti dei nostri territori il porta a porta è una realtà consolidata che raggiunge percentuali rilevanti”, si legge nella missiva.

“Non saremo mai disposti ad accogliere i rifiuti di una metropoli che effettua una raccolta differenziata insufficiente e che fornisce ai cittadini un servizio inadeguato di raccolta dei rifiuti. Roma, è sotto gli occhi di tutti, è incapace di fare quello che tutte le altre capitali europee fanno e vuole scaricare la sua inadeguatezza gestionale sui territori della Provincia”, è l’accusa rivolta all‘amministrazione capitolina.

Per questo motivo, la rete dei Sindaci chiede a Costa e a Zingaretti di predisporre “un piano basato su criteri moderni di gestione dei rifiuti che definisca in maniera integrata le politiche da attuare in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare”. Occorre sancire in maniera chiara, affermano i firmatari della lettera appello, “il principio che il ciclo dei rifiuti deve essere completato all’interno dei territori in cui questi vengono prodotti. Ci auguriamo che questo sia solo il primo passo e che tale richiesta venga anche recepita all’interno del futuro Piano nazionale dei rifiuti che indichi le modalità per uscire dalla fase di emergenza in cui versano molti territori italiani, pianificando finalmente una gestione complessiva del problema, basata sull’adozione e sull’applicazione di un modello effettivo di economia circolare”.

 

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