Tarquinia. Il M5S annuncia ricorso al Tar contro il nuovo appalto dei rifiuti

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TARQUINIA – Il Movimento Cinque Stelle annuncia ricorso al Tar contro l’approvazione del nuovo appalto dei rifiuti varato dal Consiglio comunale nella seduta dello scorso 31 marzo. Secondo i grillini l’atto sarebbe infatti illegittimo essendo stati presenti nella massima assise soltanto cinque consiglieri.
“Il regolamento consiliare – afferma a nome dei Cinque Stelle locali Ernesto Cesarini – dice chiaramente che per poter deliberare un consiglio comunale in ‘seconda convocazione’ debbano essere presenti almeno 1/3 dei 16 consiglieri assegnati: quindi per avere garanzia di un’adeguata rappresentanza e validità dell’assise sarebbe stata necessaria la presenza di un minimo di 6 consiglieri comunali. Ciononostante, c’è stata l’arroganza di approvare anche il nuovo appalto rifiuti: una spesa secca con prelievo diretto dalle tasche dei cittadini per oltre 17 milioni di euro. L’amministrazione Mazzola-Ranucci-Celli sta per andare a casa con in tasca il fallimento dell’appalto precedente ma non si è vergognata di disporre la gestione del prossimo. E non basta che l’assessore all’ambiente abbia usato quasi tutto il suo intervento per dire che i miglioramenti apportati al capitolato, per superare le criticità del precedente appalto, derivano dal recepimento delle proposte presentate in commissione dal M5S”.
“L’assessore – prosegue Cesarini – ha di fatto annunciato un nuovo fallimento, perché nell’appalto manca la misura più importante proposta dal Movimento 5 Stelle: è quella che i cittadini paghino i rifiuti in base alle quantità che effettivamente producono e differenziano. Si chiama tariffa puntuale e la sanno applicare gli amministratori capaci. Punto. Tutto il resto è la melassa di chi blatera per gestire potere e alimentare la partitocrazia.
Erano in 5 ieri a dire di sì a come far fallire ancora una volta un servizio pagato per intero dai cittadini. Non gliela faremo passare. A inizio seduta i consiglieri di minoranza hanno giustamente chiesto al presidente dell’assemblea di rinviare la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno, ma i 5 consiglieri della maggioranza hanno bocciato la richiesta di rinvio”.
Cesarini annuncia dunque ricorso al Tar “per arginare quella che si configura come una vera e propria emergenza democratica”.

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