Tarquinia: “Il biogas esce dalla porta e rientra dalla finestra”

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TARQUINIA – Ricomincio da tre diceva il comico Troisi, ma a Tarquinia c’è poco da ridere, si ricomincia da capo. Infatti il progetto biogas / biometano recentemente bocciato alla chiusura dell’istruttoria AIA (Autorizzazione Integrale Ambientale) della Regione Lazio, esce dalla porta e rientra dalla finestra! “Consorzio Pellicano” cambia veste, si trasforma in nuova società “Pellicano S.r.l.” e diviene quindi proponente un nuovo progetto, sostanzialmente identico al precedente appena bocciato, per la realizzazione di un’industria insalubre di prima classe, quindi in cima alla lista della tipologia di industria potenzialmente inquinante. Il vecchio progetto biogas è stato bocciato all’AIA nell’agosto scorso, dopo circa sei anni di iter amministrativo. Ora invece tale ultimo progetto è stato presentato ad inizio dicembre, pubblicato sul sito della Regione Lazio il 9 gennaio e la conferenza dei servizi ci sarà il 30 gennaio p.v. e cioè in tempo record secondo olimpioniche procedure amministrative.

Non si comprende come possa la “nuova” società proponente (stesso presidente, stessa ubicazione, quasi stesso nome ….) richiedere, senza passare “monopolicamente” dal VIA (Valutazione Impatto Ambientale), di attivare una nuova conferenza dei servizi di AIA finale autorizzativa per la costruzione di una vera e propria industria a digestione batterica anaerobica di rifiuti organici (Forsu) e precisamente di circa 30.000 tonnellate / anno.

Ma una domanda sorge spontanea: se è vero che Tarquinia produce circa 3.500 t/a e quindi conferirebbe per un decimo la nettezza organica necessaria al digestore, che vorrebbero sempre collocare egualmente al vecchio progetto nel cuore prettamente agricolo della cittadina Etrusca, le altre 27.000 t/a da dove proverrebbero ?

Gli Etruschi staranno sicuramente rivoltandosi nella tomba.

Vale la pena di ricordare che oltre duemila cittadini a suo tempo firmarono una petizione di contrarietà a questo progetto industriale supportati dalle associazioni Bio Ambiente e Forum Ambientalista, le quali hanno lottato strenuamente per oltre 5 anni partecipando a molteplici conferenze dei servizi presso il Comune di Tarquinia, la provincia di Viterbo e la Regione Lazio vincendo la lotto contro l’impianto, definitivamente boccIato dalla Regione con la determinazione G10396 del 13 agosto 2018.

Anche ora non staremo a guardare questa nuova ingiustizia proposta per Tarquinia e per i Tarquiniesi tutti. Noi ci saremo sempre e con lo stesso nome.

 

Dr. Gian Piero BaldiPresidente Associazione “Bio Ambiente cura e salvaguardia del territorio di Tarquinia e dell’Alto Lazio”, Medico ISDE (Medici per l’Ambiente)

Simona RicottiResponsabile Settore Energia Forum Ambientalista

1 COMMENT

  1. Quello che più mi sorprende, leggendo questo articolo, è il presupposto implicito, assunto come certezza, che il biogas sia un male nella gestione dei rifiuti.
    Si dà il caso però che l’orientamento prevalente in Europa, in particolare con il piano comunitario noto come Pacchetto Economia Circolare raccomandi l’estrazione di energia dai rifiuti per via biologica, sotto forma di biogas/biometano (digestione anaerobica) a monte del compostaggio e la progressiva eliminazione del compostaggio per via aerobica,Il cui impatto ambientale è decisamente peggiore, essendo energivoro e più inquinante sotto l’aspetto odorigeno. Semmai, la riproposizione del progetto da biogas a biometano, eliminando anche la presenza di motori a combustione per la cogenerazione, e prevedendo invece la purificazione del biogas per ottenere metano da immettere rete, rappresenta un aspetto ultermente migliorativo dal punto di vista ambientale.

    Questi sono fatti concreti e, trattandosi di rifiuti del comprensorio, la risposta non può essere “facciamolo da un’altra parte“. Ogni altra alternativa, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti organici, è ambientalmente insostenibile: l’incenerimento di materiali umido è, non solo energeticamente insensato, ma anche uno spreco di sostanza organica preziosa per l’agricoltura; l’avviamento in discarica è invece fonte di emissioni di metano in atmosfera. Quale dunque sarebbe la destinazione auspicata dall’articolista per i rifiuti?

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