Santa Marinella – Il consiglio direttivo del Centro Studi Aurhelio “Una Piazza senza Piazza”

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Area ex-Fungo, il primo sguardo lascia perplessi

Una analisi sommaria e sicuramente non esaustiva, circa il progetto relativo all’area ex-Fungo, ci porta ad esprimere numerose perplessità circa lo sgorbio apparso sul sito del Comune. Alcune brevi considerazioni.

Appena abbiamo visto il progetto architettonico – pubblicato sul sito del Comune di Santa Marinella – riferentesi all’area ex fungo, ci siamo chiesti: ma la piazza dove sta? Dopo mesi di fanfara dei vari amministratori interessati, ci siamo ritrovati nuovamente di fronte ad un corpo incomprensibile che, seppur funzionale – non abbiamo certo i titoli per metterlo in dubbio – è qualcosa di freddo, anodino, esemplarmente asettico. Non solo, ci pare in assoluta disarmonia con il contesto che lo ospita, tranne che per una cosa, la strada che discende dall’Aurelia e finisce su Via Ulpiano (una bella intuizione, però monca e isterilita dai bisogni funzionali).
La cifra che ne contraddistingue di fatto la sua alterità rispetto alla necessità fondamentale, è però una: la mancanza di un centro.

Certamente avremo modo di conoscere le motivazioni dei progettisti e magari di intervenire in futuro, sulla fine del comando della polizia municipale, su piani rialzati per la zona giochi per bambini, sui piani inclinati dove inserire il verde, sulla totale disarmonia con il contesto nel quale si colloca, avremo tempo. Avremo di sicuro tempo per tessere magari le lodi per le varie qualità che porta il progetto. Di certo poi, sarà pure funzionale, ultra moderno, green oriented ma la prima domanda che sorge davanti a quel progetto è – per usare un francesismo:” ma che cazzo è, ma i progettisti dove pensavano di inserirla quella fetta di formaggio a Los Angeles, Bruxelles o Abu Dabi?”

Niente, non c’è niente da fare, è un progetto che non ha un centro, perché coloro che l’hanno progettato non hanno un centro, non c’è un monumento perché evidentemente non interessa che una cittadina o un villaggio del terzo millennio, abbia una identità intorno a cui stringersi, non vi è il respiro dell’anima. Tutto è legato alla usabilità, alla funzionalità, al freddo interesse utilitaristico.

È sempre troppo tardi, purtroppo, per intervenire nei gangli melmosi della burocrazia amministrativa comunale. Poco potrà fare un comitato per una piazza partecipata che, come nota caratteristica delle iniziative sinistrorse, prima viene costituito da “lorsignori” e poi si invitano i cittadini a partecipare. Poco potrà essere fatto, come dicono gli esperti, quando si passa da un progetto preliminare ad uno definitivo che – salvo particolari disarmonie burocratiche tra norme urbanistiche del centro e progetto presentato – si concretizzerà poi nel progetto esecutivo. Poco potranno fare le opposizioni, perché a questo punto dell’iter amministrativo e progettuale, eventuali interventi della politica sono assai velleitari.

Insomma, ci limitiamo a queste modeste e brevi riflessioni, augurandoci che in futuro almeno qualche necessità umana e terrestre, venga presa in considerazione, prima dell’inizio lavori. Potrebbe anche essere che al posto di un bell’anfiteatro, si venga a scoprire il reale motivo di tutta questa manovra. Costruire finalmente, nel medio Tirreno, una base di atterraggio per astronavi extraterrestri!

Il consiglio direttivo del Centro Studi Aurhelio

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