S. Marinella. “Volontari della sicurezza: ci si può fidare?”

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SANTA MARINELLA – “E così Santa Marinella avrà le sue brave ronde di ‘volontari della sicurezza’”. Con queste parole esordiscono con non poco fastidio ACP, SEL e È Possibile, dopo aver scoperto dalla stampa che i carabinieri locali saranno supportati da due associazioni di volontari: la Pro Pyrgi e il Nucleo Sommozzatori, che affiancheranno le forze dell’ordine per il controllo del territorio e la prevenzione dei reati cosiddetti predatori (furti, scippi, rapine, ecc.).
“Ci sarà chi plaudirà a questa notizia – continuano – ma c’è poco da stare allegri. A parte il fatto che dover ricorrere ai cittadini per la sicurezza è sempre la dimostrazione della forte difficoltà, per gli organi competenti per legge, di assicurare il controllo e la prevenzione dei reati, c’è da fare molta attenzione nell’affidare a persone non competenti anche la semplice segnalazione di fatti o situazioni anche solo sospette. Non a caso la legge che prevede l’istituzione delle cosiddette ‘ronde’ pone dei limiti molto stretti e puntuali per il loro funzionamento.”
Ci spiegano quindi che a disciplinarle è il cosiddetto Pacchetto Maroni, che porta il nome dell’allora Ministro leghista degli Interni, che definiscono “primo sponsor della giustizia fai da te.”
“Ebbene – commentano – malgrado la demagogia di cui la Lega è maestra, quei vincoli così stretti posti dalla legge dimostrano che la preoccupazione che il fenomeno sfugga di mano a chi dovrebbe gestirlo lo hanno avvertito addirittura i promotori della iniziativa.” Le tre sigle politiche informano che chi fa il volontario della sicurezza, oltre che godere di buona salute fisica e psichica, in base alla legge non dovrebbe avere dipendenza da alcool e droghe, non avere subito denunce o condanne per delitti non colposi, non aderire a movimenti, associazioni o gruppi politici e/o di tifosi organizzati e dovrebbe essere aderente ad associazioni che facciano parte di specifici albi tenuti dai Prefetture e dai Comuni ove operano. “Occorrono cioè requisiti che vorremmo essere certi che siano in possesso delle citate associazioni e dei loro membri”, specificano i tre gruppi politici. “Se così non fosse, a cominciare dall’iscrizione agli Albi, si tratterebbe della ennesima operazione di facciata che gioca sulle paure della gente, illudendola che il problema, se esiste, sia risolvibile con un po’ di buona volontà dei cittadini.”
“In realtà – concludono – a parte i reati commessi per bisogno, la delinquenza trae linfa dal disagio sociale che la nostra Amministrazione non è mai stata in grado di contrastare o ridurre. E’ evidentemente più facile fare della demagogia e invocare improbabili scorciatoie, piuttosto che porre mano ai bisogni della società.”

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