S. Marinella. “Un piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche”

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SANTA MARINELLA – Domenica 9 dicembre S. Marinella ha accolto l’On. Laura Coccia e Fabrizio Ghiro all’incontro, organizzato da il Paese che vorrei, nell’ambito della campagna nazionale “Non ti nascondere: per un nuovo modo di vivere e vedere la disabilità”.

“Ringraziamo di cuore i nostri ospiti – affermano dal movimento politico – e i relatori Nadia de Angelis e Daniele Renda per il contributo che ci hanno regalato condividendo con noi le proprie esperienze e le battaglie che hanno condotto per conquistare il diritto a spazi accessibili, mobilità e opportunità di realizzazione personale nello sport, nel lavoro, nella vita quotidiana. L’obiettivo ultimo è quello di costruire una società inclusiva che agevoli il percorso di chi ha maggiori difficoltà e che sappia coltivare e valorizzare le specifiche attitudini di ogni individuo. Una ‘pretesa’ che troppo spesso si scontra con l’indifferenza delle istituzioni, che dovrebbero esserne promotrici e garanti, e con il disagio di molti ad affrontare il tema della disabilità”.

“La prima barriera da abbattere è proprio quella culturale. In un periodo come questo, dominato dall’egoismo e dall’indifferenza, è necessario invertire la rotta, condividere idee e progetti e trasformare l’idea astratta di diritto in azioni concrete. Interventi che a molti possono sembrare secondari per altri sono fondamentali”.

Come sottolineato dal Consigliere Lorenzo Casella: “Disabilità significa avere il desiderio o la necessità di fare qualcosa e non riuscire a farla. La disabilità non è una condizione ineluttabile: il compito di dare risposte a chi è in difficoltà spetta a tutti noi. Chiediamo che gli spazi pubblici siano accessibili, che l’accesso alle nostre spiagge e al nostro mare sia reso agevole anche per le persone con difficoltà, che siano messi in campo servizi in grado di migliorare la qualità della vita delle persone. Sono passati ormai 5 anni da quando abbiamo istruito una mozione per elaborare i PEBA nel nostro comune, mozione approvata dalla precedente Amministrazione e poi dimenticata. Siamo stanchi di aspettare. Non stiamo parlando di problemi di carattere velleitario ma di diritti negati. Agire non è un optional, è un dovere e un obbligo di legge”.

“Il Paese che vorrei” quindi al Sindaco “di avviare le iniziative necessarie a far elaborare i progetti per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Siamo disponibili a collaborare e a dare il nostro contributo di esperienza e progettualità. Ma ci diamo appuntamento tra un anno da oggi nell’auspicio di poterne prenderne visione ma con la determinazione che, se così non fosse, denunceremo il Comune per questo grave inadempimento”.

“Rendiamo le nostre strade percorsi verso la libertà – concludono dal movimento – pensiamo ai servizi come mezzi per raggiungere l’autonomia, ridisegniamo gli spazi pubblici come luoghi di incontro e godibilità per tutti. La politica deve tornare ad affrontare i problemi e risolverli”.

 

 

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