S. Marinella.” Stabilimento Perla del Tirreno: determina annullata, i soldi tornano al Comune”

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SANTA MARINELLA – Grazie all’interrogazione presentata dai Consiglieri comunali Lorenzo Casella e Francesco Fiorucci, è stato possibile far luce sulla procedura con cui il Comune stava restituendo indebitamente 54.000 euro alla Società che ha gestito lo stabilimento “la perla del Tirreno” nella scorsa stagione estiva.

È di questa mattina la nuova determinazione con cui il Comune annulla la decisione presa il 31 dicembre scorso e riporta nelle casse comunali l’intera somma.
Senza approfondire gli aspetti normativi e legali, pur interessanti, che il Segretario Generale ha puntualmente evidenziato nella sua relazione ci preme sottolinearne le conclusioni: la determinazione era illegittima, quindi i soldi non saranno restituiti e la somma di 54.000 euro resta nelle disponibilità del Comune e ci auguriamo che sia spesa bene.

Per esempio, visto che in questi giorni stiamo perfezionando l’accordo con cui i soldi dei cittadini, raccolti dal “Paese che vorrei”, saranno utilizzati per pagare la prova di stabilità su uno dei pini di piazza Trieste, sarebbe auspicabile che una piccola parte del denaro recuperato potesse essere investita dal Comune per pagare le analisi anche sugli altri due pini oggetto di preoccupazioni. Con circa 1.600 euro potremmo appurare l’effettiva condizione dei pini e finalmente decidere sulla base di dati scientifici e non su supposizioni.
Un altro buon investimento sarebbe quello relativo alla sistemazione dell’area del Ponte Romano, in prossimità del porticciolo; un luogo di storia e di pregio ambientale, da anni abbandonato all’incuria e sottratto alla godibilità di cittadini e turisti.

Si tratta di interventi che è possibile affrontare grazie al recupero dei 54.000 euro che avevamo perso e sono solo due esempi utili a sottolineare come il denaro dei cittadini, in assenza di sprechi e distrazioni, possa essere investito per opere di cura e riqualificazione del territorio.

Infine, ci preme invitare il Comune a prestare maggior attenzione a ciò che avviene tra gli ingranaggi della macchina amministrativa. Come questo caso dimostra, per superficialità o per dolo, continuiamo a buttare denaro pubblico così prezioso in questa situazione di dissesto. Già i soldi mancano, se quei pochi di cui potremmo disporre li regaliamo indebitamente, il risanamento diventa impossibile.

Oggi, grazie all’opera di vigilanza di due consiglieri comunali siamo riusciti a recuperare questa somma e restituirla ai cittadini, ma sorgono spontanee almeno tre domande: quante altre procedure sbagliate o improprie hanno contribuito nel tempo a ridurci in questa situazione disastrosa? Quante pratiche sfuggono tutt’oggi al controllo danneggiando così la collettività? Riusciremo mai a capire le reali responsabilità di questi danni e a porvi rimedio?

Come abbiamo sempre sostenuto, il risanamento da compiere non è solo un finanziario ma anche e soprattutto sociale e amministrativo. Continueremo a fare del nostro meglio in questa direzione.

 

Il Paese che vorrei

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