S. Marinella. Ex “Fingo”, respinto il ricorso dell’Ati Impala

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CIVITAVECCHIA – Il Tribunale di Civitavecchia – Sezione Civile – ha emesso l’attesa sentenza sulla questione del vecchio project financing relativo alla realizzazione e gestione di una nuova sede comunale, con parcheggi annessi e nuovi spazi commerciali, nella piazza denominata Ex Fungo. Il giudice ha respinto il ricorso dell’Ati Impala S.r.l., a suo tempo aggiudicataria dell’intervento, con il quale veniva preteso un importo risarcitorio a carico del Comune di circa 4.367.367,00 euro per la mancata realizzazione dell’intervento, scaturita dalla decadenza del relativo finanziamento regionale.
Il giudice adito ha dichiarato, come richiesto dal Comune, il difetto di giurisdizione, in quanto ha giustamente ritenuto che il giudice competente nella materia oggetto della controversia sia il Tar, condannando contestualmente la ricorrente al rimborso delle spese processuali a favore del comune di Santa Marinella, quantificate in 8mila euro, oltre rimborso spese generali, iva e cpa.
Soddisfatto il sindaco Roberto Bacheca. “Un risultato importante che speriamo metta fine a questa vicenda, per lungo tempo oggetto anche di interrogazioni e richieste di chiarimenti nella commissione consiliare investita della questione. La documentazione agli atti, esaminata e vagliata congiuntamente dal Segretario Generale e dal legale incaricato dall’ente, dimostra che il Comune ha operato correttamente, visto che da tempo abbiamo optato per altre soluzioni relativamente alla realizzazione della nuova sede comunale ed alla costruzione della piazza nell’area denominata ex fungo, procedimenti questi che stanno seguendo speditamente il loro iter”.
L’Assessore Roberto Marongiu aggiunge: “Come più volte ribadito anche nel corso di una delle ultime sedute del Consiglio comunale, la pretesa legale avanzata dalla Impala S.r.l. non incideva sulle decisioni attualmente assunte dall’amministrazione, perché l’unica finalità sottesa al ricorso presentato dalla ricorrente era di carattere risarcitorio e, quindi, per nulla ostativa alla realizzazione della piazza e della nuova sede comunale, come invece si è tentato di far intendere. La condanna alle spese della ricorrente rappresenta, d’altronde, la prova di quanto più volte abbiamo sostenuto.”

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