S. Marinella. “Consorzio di bonifica e sicurezza fossi: facciamo il punto”

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SANTA MARINELLA – Dal Comitato 2 Ottobre di Santa Marinella riceviamo e pubblichiamo.

Il Festival della bonifica, promosso dall’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) per la settimana dal 19 al 27 maggio 2018, ci offre l’occasione per fare il punto sulla situazione del nostro ambito territoriale, attualmente definito come “Consorzio di bonifica Lazio Nord” (ex consorzio di bonifica Tevere e Agro Romano) in recepimento dell’ articolo 11 della Legge Regionale numero 12 del 10 agosto 2016.

Ad oggi, ci risulta che il nuovo soggetto consortile non è in grado di operare sul nostro territorio, in quanto il comune di Santa Marinella a quasi due anni dall’emanazione della legge non ha ancora provveduto a mettere a ruolo le utenze definite “non urbane”, che risultano essere circa il 10% del totale dei residenti. In conseguenza, non siamo quindi nelle condizioni di comunicare al consorzio i relativi “piani di classifica” contenenti le tipologie di intervento di manutenzione ordinaria previsti e le relative priorità (ossia, quali fossi necessitano di interventi di manutenzione programmati, e con quale tempistica).

Giova ricordare che le cartelle esattoriali non saranno emesse dal Comune, ma direttamente dal consorzio, il quale terrà conto di un coefficiente di messa a ruolo variabile a seconda della vicinanza o meno ad un fosso definito a rischio e del valore del bene soggetto al rischio (a parità di distanza, un terreno agricolo paga molto meno di un terreno che contiene edifici destinati a civile abitazione). Si tratterà in ogni caso di cifre non elevate, che non risulteranno in disponibilità a bilancio del Comune, ma in assenza delle quali però il consorzio non è autorizzato ad operare, e in conseguenza le operazioni di ordinaria manutenzione non saranno effettuate nel nostro territorio, sul quale si continuerà ad intervenire solo in caso di emergenza o su progettazioni finanziate da fondi europei o regionali.

A proposito di fondi europei e regionali: è stato recentemente trasmesso dal commissario prefettizio, con delibera n. 25 del 20 marzo 2018, l’atto di impegno previsto per l’utilizzo dei fondi stanziati per la manutenzione del fosso di Ponton del Castrato (per un totale di € 2.909.133,06 nelle annualità che vanno dal 2017 al 2020). Non ci risulta invece ancora inviato in regione l’atto di impegno per i fondi stanziati per il fosso di Castelsecco (stesse annualità, per un totale previsto di € 3.612.076,22).

In assenza di tale atto di impegno, questi fondi andranno perduti, in maniera analoga a quanto già successo per quelli precedentemente stanziati per la messa in sicurezza del fosso delle Guardiole, che la giunta Bacheca non è stata in grado di finalizzare (a fronte di un finanziamento regionale del 2008, per un importo totale pari a 1.050.000,00 euro, in Comune si è impegnata una somma pari a 550.000,00 euro, di cui importo lavori previsto pari a 375.331,79 euro, successivamente ridotto a 196.962,32. Non è stato avviato nessun lavoro, ma intanto si sono cominciate a pagare le fatture dei vari professionisti che hanno redatto i progetti, e ora per decorrenza termini il finanziamento è stato revocato dalla regione).

Sollecitiamo pertanto il commissario prefettizio ad assolvere, per mezzo degli uffici tecnici preposti, a redarre l’atto di impegno per il fosso di Castelsecco, di modo che la prossima amministrazione comunale, che ci auguriamo più solerte, capace e responsabile, potrà operare su basi definite, a norma di legge, per la sicurezza dei propri concittadini.

 

Comitato 2 ottobre Santa Marinella

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