Provincia di Viterbo. In dirittura d’arrivo la seconda missione del progetto “Agua sin Fronteras”

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VITERBO – Volge al termine la seconda missione internazionale del progetto “Agua sin Fronteras”, in corso di realizzazione tra Ecuador e Perù. Il progetto coinvolge, oltre al Settore Ambiente della Provincia di Viterbo, la Prefettura di Loja (Ecuador), il Governo Regionale di Piura (Perù) e due partner europei quali il Dipartimento Generale di Meurthe et Moselle (Francia) e l’ONG Local (Francia).
Il presidente Mauro Mazzola si é recato in questi giorni sui luoghi d’intervento per condividere con gli amministratori delle comunità locali gli sviluppi dell’iniziativa e pianificare le attività del prossimo e ultimo anno di lavoro. Insieme al presidente Mazzola, i tecnici del Settore Ambiente della Provincia di Viterbo. «Questi viaggi di interscambio e valutazione – afferma il presidente Mazzola – oltre a essere richiesti dalla Commissione Europea, sono fondamentali per condividere le esperienze e far progredire nel modo migliore tutte le azioni in programma».
Il progetto prevede la mitigazione del cambio climatico sia con azioni di riforestazione sia portando acqua potabile e per l’irrigazione agli abitanti delle zone rurali isolate delle Ande, comprese nel bacino idrografico del fiume Macarà. Alla conclusione dell’intervento saranno riforestati 600 ettari di montagna a verranno realizzati oltre 500 invasi, che serviranno direttamente oltre 1500 famiglie.
«Se si pensa che saranno raccolti oltre 200.000 metri cubi di acqua in zone dove non piove per circa nove mesi all’anno, – sottolinea il presidente Mazzola – si comprende immediatamente l’impatto positivo sulla popolazione. Le attività non si limitano a questo ma sono previste anche la produzione di piante utili a riforestare le aree oggi disboscate, sia per evitare le frane, qui molto frequenti, sia per fornire prodotti utili allo sviluppo economico, come il caffé e la tara, dalla quale si estrae il tannino».
«Agua Sin Fronteras» interessa un area fino a pochi decenni fa coinvolta in un conflitto armato tra i due Stati e rappresenta un importante esempio di collaborazione e fratellanza. Questi concetti sono stati il cardine della riunione ufficiale che si é svolta presso la sede del Governo Regionale di Puira e che ha visto la partecipazione del presidente della Regione Reynaldo Hilbck Guzman, del prefetto della Provincia di Loja Rafael Davila, del presidente della piattaforma internazionale Ecuador-Perù, del rappresentante del vice presidente del Dipartimento di Meurthe e Moselle, del Coordinatore del progetto Osvaldo Campoverde, nonchè dei sindaci delle comunità intressate. Nella riunione, il presidente Mazzola é stato insignito della “condecoración Gran Oficial de la Región Piura” dal Consiglio del Governo Regionale di Piura. All’incontro hanno partecipato anche gli studenti dei corsi di studio d’ingegneria ed economia dell’Università locale. Tra le altre attività di progetto, infatti, vi sono anche il sostegno allo sviluppo economico e amministrativo e la diffusione di un’idea di gestione condivisa di tutte le aree dove scorre il fiume Macarà. La filosofia di fondo del progetto, cioé che abitare a ridosso dello stesso fiume significhi proteggerlo e trarne beneficio in modo consapevole e sostenibile, é molto apprezzata dall’Unione Europea e ha avuto diversi riconoscimenti, come nel caso della riunione internazionale di COOP 21 di Parigi e nella persentazione che i tecnici del progetto hanno tenuto nel convegno mondiale HABITAT III organizzato dall’ONU a Quito (Ecuador).
«Pensare che i nostri sforzi di amministratori e tecnici, come Mario Busatto e Paolo Andreani, che ringrazio, possano contribuire alla salvaguardia delle popolazioni povere e dell’ambiente – conclude il presidente Mazzola – mi rende orgoglioso e mi convince ancora di più che, quando si lavora con dedizione e professionalità, si possono ottenere risultati di rilievo per gli altri e per il nostro Pianeta. L’avere avuto la possibilità di vedere in prima persona queste realtà, ha rafforzato in me la convinzione che é nei progetti di cooperazione tra i popoli la chiave per garantire uno sviluppo equo e sostenibile. E la Provincia di Viterbo puo’ svolgere in questi un ruolo di primo piano».

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