“Ma quale riqualificazione!”

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LADISPOLI – Continua la polemica politica a Ladispoli in merito al Piano Integrato del Campo Sportivo del Cerreto presentato dalla società Piazza Grande srl e approvato dal Consiglio comunale. In una nota stampa, il locale circolo del Partito Comunista d’Italia entra a “gamba tesa” nei confronti dell’amministrazione Paliotta rea, secondo i comunisti ladispolani, di aver messo in campo una nuova colata di cemento e di non essere, in questo, differente dalla destra. Scrive il PCd’I del segretario Mimmo Dieni: “E’ possibile che mentre nel nostro paese si fa sempre più ampia la presa di coscienza sull’insostenibilità ambientale di nuove colate di cemento, le amministrazioni comunali che si succedono a Ladispoli, non sappiano fare altro che sfornare progetti di nuove edificazioni, nuove costruzioni, spacciandole per ‘riqualificazioni’ delle aree interessate? E’ possibile che mentre anche il più grande sindacato dei lavoratori edili (la Fillea-Cgil), pur a fronte della terribile crisi e con l’esigenza di mantenere il più possibile i livelli occupazionali del settore, affermi solennemente nel proprio congresso che la sola via di uscita consiste nel recupero e nella ristrutturazione degli edifici già esistenti, senza aggiungere altri stabili su un territorio come quello italiano che non è più in grado di sopportare altro cemento, questa idea non sfiori nemmeno il Sindaco e gli amministratori di Ladispoli? E’ possibile che tutti i dibattiti riguardanti il nostro territorio comunale degli ultimi anni debbano forzatamente ed esclusivamente interessare progetti di costruzione, edificazione di nuovi quartieri e centri commerciali, cementificazione degli oramai scarsi spazi rimasti? Si è passati dal dibattito sul megaporto a Torre Flavia, a quello che prevede un nuovo quartiere ad Osteria Nova all’ultimissimo progetto di costruzione di nuove abitazioni, con annesso, ennesimo centro commerciale nella zona Campo Sportivo. E’ possibile, in sostanza, che di fronte ai gravi problemi che interessano la nostra città, le sole risposte che giungano dal palazzetto comunale di Piazza Falcone, siano solo quelle che propongono nuovo cemento? E che di fronte a questo scompaiano le differenze tra maggioranza e minoranza, tra destra e sinistra e tutto sembri uniformarsi ad un grigio abbraccio affaristico?”.

“Eppure – prosegue – di esempi sull’inutilità pratica per la stragrande maggioranza degli abitanti di Ladispoli di queste “grandi opere” ce ne sono a bizzeffe. Valga per tutti la ‘riqualificazione’ dell’area del Faro a Marina di Palo. A Ladispoli non esiste una piscina comunale eppure nell’area interessata (che pure una piscina, anzi due, in origine ce l’aveva) c’è stato solo lo spazio per un nuovo supermercato e per il parcheggio dei suoi clienti. Cosa ne hanno guadagnato da tutto questo i cittadini di Ladispoli? Nello stesso tempo continua a troneggiare in pieno centro il decadente monumento di quello che era il vecchio Istituto Alberghiero. Quello non si rimette a posto e potrebbe servire davvero a molto! Mentre l’emergenza abitativa, con la carenza di nuove case popolari, assume sempre più contorni drammatici, si pensa a costruire solo nuova edilizia residenziale con decine di appartamenti che risultano invenduti e con un territorio saturo che non riesce più a tenere. Con la conseguenza che ad ogni acquazzone seguono regolarmente disastrosi allagamenti e danni ambientali.”

Il PCd’I nutre poi seri dubbi sulle modalità del referendum indetto dall’amministrazione che, ricordiamo, si svolgerà Domenica 29 novembre dalle ore 9 alle ore 20 presso i locali della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in via dei Fiordalisi:

“Infine anche sulla modalità del ‘referendum consultiv’” indetto dal Comune sulla questione della destinazione finale dell’area del vecchio campo sportivo c’è molto da ridire. Quel progetto riguarda tutta la città, volendo stare stretti riguarda un intero quartiere. Perché saranno chiamati ad esprimersi solo gli abitanti di tre strade? Come sarà composto il seggio che sarà istituito in parrocchia? Ci sarà lo spazio , oltre che per i rappresentanti del SI (parroco in testa) anche per quelli del NO al progetto? Lo stesso quesito referendario è quanto meno fuorviante. Che senso ha chiedere ai cittadini se sono d’accordo o meno sulla riqualificazione dell’area interessata? Chi voterebbe mai per avere vicino casa un’area dismessa e degradata?”.

“Per questi motivi – conclude il segretario Dieni – i comunisti di Ladispoli contestano l’intera procedura di consultazione, così come è stata organizzata e chiedono al comune di indire un referendum chiaro e che veda la massima partecipazione dei cittadini. Nel frattempo si chiede ai pochi privilegiati che potranno esprimersi di votare chiaramente NO al progetto di Piazza Grande e mandare un forte messaggio ad un’amministrazione comunale che da un colore rosso molto sbiadito, assume sempre più un indefinito colore grigio.”

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