Ladispoli. Nasce una collaborazione di ricerca tra l’ENEA e la Flavia Servizi sul trattamento biologico dei fanghi di depurazione

0
153

LADISPOLI – “Lo smaltimento dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione urbani è un tema molto sentito per tutti i gestori dei sistemi idrici integrati a livello mondiale. A Ladispoli ha preso il via un progetto sperimentale e innovativo che potrà contribuire concretamente a tutelare al meglio l’ambiente abbattendo, allo stesso tempo, di costi di smaltimento“.

Con queste parole il consigliere delegato alle risorse idriche, Filippo Moretti, ha annunciato il progetto di ricerca avviato dall’Enea in collaborazione con la Flavia Servizi che sperimenta la capacità delle larve di un insetto (il dittero saprofago Hermetia illucens, noto come mosca soldato, innocuo per l’uomo e gli animali domestici) di alimentarsi con i fanghi di depurazione di acque reflue per arrivare alla cosiddetta bioconversione e ottenere, in questo modo, nuove molecole.

“L’iniziativa – ha proseguito Moretti – è stata subito condivisa e sostenuta dal management di Flavia Servizi che ringraziamo per la preziosa collaborazione. Per dare un’idea su piccola scala, in una città come Ladispoli, l’acqua raccolta dal sistema fognario che finisce nel nostro impianto di depurazione genera uno scarto sotto forma di fanghi di circa 800 tonnellate/anno, con un costo di smaltimento intorno ai 110.000Euro. Nel mondo, quindi, si stanno attuando nuovi indirizzi di ricerca che consentano di realizzare tecnologie in grado di ridurre quantità e peso dei fanghi da smaltire e che possano consentirne anche un riutilizzo in un processo virtuoso oggi definito economia circolare. Il progetto di ricerca sulla “bioconversione di biomasse provenienti da fanghi di depurazione di reflui urbani stabilizzati”, avviato tra la nostra Flavia Servizi e l’ENEA, sta sperimentando la capacità della mosca soldato, le cui larve consumano substrati organici convertendoli in biomassa ricca di proteine, lipidi e chitina, da utilizzare come fonte alternativa per la produzione di biocarburanti avanzati e building block per la chimica verde (biopolimeri per la produzione di bioplastiche, chitosano). Ma non finisce qui, è infatti già stata proposta un’estensione di questa ricerca attraverso il nuovo Progetto BioResc che si prefigge di sviluppare processi di bioconversione per il recupero e la valorizzazione di scarti, residui e rifuti organici, altrimenti destinati a discariche o a siti di smaltimento, soprattutto utile per l’economia ed una migliore gestione degli impianti pubblici di depurazione. Insomma, per ottimizzare la conversione e stimare la sostenibilità, si intende finalizzare l’attività progettuale a processi adattabili a piccole realtà (impianti in centri urbani, aziende agricole a vocazione zootecnica o orto-frutticola) e Ladispoli è pronta a fare la sua parte”.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY