Ladispoli. Gli studenti dell’Alberghiero visitano la Posta Vecchia

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LADISPOLI – Gli studenti dell’Alberghiero di Ladispoli a contatto con le realtà turistiche di eccellenza del territorio, si preparano ad affrontare il loro futuro professionale. Il 25 e 26 ottobre è stata la volta della Posta Vecchia, pluripremiato luxury hotel del litorale laziale, erede dell’antica tradizione di accoglienza propria dell’aristocrazia romana.
Accanto al Castello Odescalchi, davanti all’oasi naturale di Palo, sopra un’antica villa del II secolo a. C., appartenuta nel tempo a diversi imperatori, fra i quali il controverso Eliogabalo: è questa la posizione incantevole della Posta Vecchia, albergo 5 stelle lusso, tra i più prestigiosi d’Europa, in età medievale e moderna casino di caccia per nobili e pontefici.
Edificata nel 1640 come dépendance del vicino Castello Orsini, fu semidistrutta durante il secondo conflitto mondiale e abbandonata. Quando gli Odescalchi decisero di ripopolare il Borgo di Palo, divenne dimora di decine di famiglie contadine provenienti dalla Ciociaria, dal Reatino e dalle Marche. La comunità dei pescatori di Pozzuoli, da sempre numerosissima a Ladispoli, offriva ai principi aragoste, in cambio di ospitalità. Poi arrivarono il cinema e il “Paradiso terrestre”: nel parco di Palo, infatti, da Adamo e Eva nacque il Caino di John Huston, che decise di girare qui il suo film “La Bibbia”. Il petroliere Jean Paul Getty non si fece sfuggire il fascino del luogo e il 21 Marzo del 1966 firmò, davanti al notaio, l’atto di acquisto della Posta Vecchia. Durante i lavori di ristrutturazione, durati più di tre anni, vennero alla luce mosaici, capitelli, anfore, colonne, monete: erano i resti, databili al III-IV secolo d. C., di un’antica villa romana risalente al II secolo a.C., che divenne immediatamente un “piccolo” museo sotterraneo.
Mentre passavano Capi di Stato, artisti famosi e ospiti d’eccezione, la fama della Posta Vecchia continuava a crescere e obbligava chi voleva descriverla ad usare solo superlativi. Il quotidiano tedesco “Die Welt”: “è il più meraviglioso tra gli hotel storici di tutto il mondo, nascosto in quella posizione che si è guadagnato nel tempo e nella storia”.
Martedì 25 e mercoledì 26 Ottobre, quattro classi dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli, accompagnate dai loro docenti Giovanna Albanese, Michele Comito e Renato D’Aloia, hanno visitato la Posta Vecchia, ripercorrendone la storia. Ad accogliere gli studenti, il Direttore dell’Hotel Marco Filippi e la Responsabile Organizzazione Eventi Stefania Dolciotti, che hanno descritto le caratteristiche della residenza, aprendo agli allievi le porte delle camere, delle suite, delle cucine (affidate allo chef Antonio Magliulo) e del Museo sotterraneo. Nel 1980 – come ha ricordato il Direttore Marco Filippi – la residenza è stata acquistata dall’imprenditore romano Roberto Sciò, già proprietario di un altro Paradiso: il Pellicano di Porto Ercole. Ma i due gioielli hanno caratteri non assimilabili: “La Posta Vecchia esprime un tipo di eleganza diversa, la stratificazione della cultura e di una bellezza millenaria – ha dichiarato in diverse occasioni Roberto Sciò – La nostra forza è l’identità e l’innovazione costante. Abbiamo una storia vera da raccontare e questo oggi è un valore sempre più importante”. Moltissime le domande poste dagli allievi dell’Istituto Alberghiero al Direttore della Posta Vecchia, che al termine della visita ha salutato gli studenti, con l’auspicio e la promessa di più strutturate forme di collaborazione con l’Istituto Professionale di via Federici.

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