Il lungomare di Marina di San Nicola intitolato al grande regista Sergio Leone

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LADISPOLI – Domenica 14 luglio il lungomare di Marina di San Nicola – Lo Scrigno del Tirreno, sarà intitolato a Sergio Leone, grande Maestro del Cinema mondiale. La cerimonia, che si svolgerà alla presenza del Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, avrà inizio alle ore 19:30 ed avverrà nella Piazzetta della Marina.

“L’importante evento, realizzato grazie alla bella collaborazione messa in campo fra il Comune di Ladispoli ed il Consorzio di Marina di San Nicola presieduto da Roberto Tondinelli, – spiega Francesca Lazzeri, assessore al Commercio ed Attività Produttive, Servizi Informatici, Servizi Anagrafici e Comunicazione – vedrà la gradita presenza di Federico nipote di Sergio Leone, e di Alberto Girometti e Andrea De Rosa, maestranze che collaborarono col grande Maestro del Cinema Italiano.”

Il motivo per cui l’Amministrazione Comunale di Ladispoli ha deciso di intitolare il suddetto lungomare a Sergio Leone è che nel 1952, ai suoi esordi nel cinema agli inizi di una straordinaria (purtroppo breve) carriera, girò, vicinissimo a questo luogo, come bravissimo assistente alla regia di Mario Soldati ben due film di “cappa e spada” che ebbero un veramente ottimo successo: “I tre corsari” interpretato, fra gli altri, anche da Renato Salvatori ed Ettore Manni e “Jolanda la figlia del Corsaro Nero” sempre con Renato Salvatori e con May Britt, attrice svedese all’epoca molto nota che poi sposò Sammy Davis jr. ritirandosi dalle scene. I due suddetti film furono girati sia in riva al mare, proprio al termine dell’attuale lungomare di Marina di San Nicola poco prima della Posta Vecchia e del Castello Odescalchi, ove era stato costruito ad hoc (sul mare addossato ad una roccia della terraferma) una parte di un galeone ed anche, vuoi in interni che in esterni, sia nelle pertinenze dei suddetti edifici che nel piccolo borgo di Palo. Fra l’altro Sergio Leone ed i suoi genitori, il padre Vincenzo Leone (in arte Roberto Roberti attore e regista del cinema muto e parlato) e la madre Edvige Valcarenghi (in arte Bice Valerian attrice del muto), vennero più volte a Ladispoli ospiti della famiglia Gioacchini a cui erano legati da una antica grande amicizia nata già nei lontani Anni Trenta nel quartiere di Trastevere a Roma. In particolare Sergio Leone nutriva una grandissimo affetto sopratutto per Amerigo Gioacchini, padre del concittadino Arnaldo. Una amicizia talmente importante da considerarlo, lui figlio unico, come una sorte di affezionatissimo fratello maggiore, tanto è vero che in una sua gran bella foto gli scrisse una fraterna affettuosa dedica: “Ad Amerigo, uno dei primi “Amici” ed anche uno dei più “grandi” con affetto Sergio Leone” (nella dedica la parola grandi è sottolineata ben due volte). Leone, stimatissimo ed amatissimo da tutte le platee mondiali ed anche da tanti famosissimi suoi colleghi registi che hanno nutrito e nutrono per lui una grandissima ammirazione professionale, si è imposto al vertice assoluto della Settima Arte dirigendo solo sette film: “Il Colosso di Rodi”, “Per un Pugno di Dollari”, “Per qualche dollaro in più”, “Il Buono, il Brutto, il Cattivo”, “C’era una volta il West”, “Giù la Testa”, “C’era una volta l’America”, utilizzando in essi attori già molto famosi o divenuti tali, ad esempio Clint Eastwood, proprio tramite i suoi film. Ha scritto recentemente l’autorevolissima ANSA che è la prima Agenzia di Informazione Multimediale in Italia ed addirittura la quinta al mondo dopo Reuters, AP, AFP ed EFE: “Di lui oggi si può dire a giusto titolo: è stato un gigante che guardava al mondo e mai ha scordato le sue radici, è stato classico e sperimentatore insieme, ha saputo far rivivere sulla scena mondiale del mito americano i grandi filoni della sua matrice europea: melodramma, epica, commedia. Insomma, Sergio Leone ci appare oggi come il Giuseppe Verdi del cinema italiano”.

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