“Il lago di Bracciano non è una cisterna: le captazioni vanno sospese”

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BRACCIANO – “Il lago di Bracciano non è una cisterna ma un ecosistema ricco di biodiversità che va tutelato”. L’ennesimo grido d’allarme arriva dal Comitato Lago di Bracciano, secondo cui la situazione odierna, con un livello di meno un metro e 30 centimetri rispetto allo zero idrometrico, “è notevolmente preoccupante, in particolare per la salvaguardia di flora e fauna lacustre. Evidente la sofferenza presso le Pantane di Trevignano e al molo di Bracciano”.
“Malgrado ciò – affermano dal Comitato – Acea non accenna a interrompere i prelievi, disattendendo quanto disposto all’epoca del rilascio della concessione al Comune di dall’Ufficio Speciale del Genio Civile per il Tevere e per l’Agro Romano il quale ha indicato la quota di 161, 90 metri s.l.m., come minimo raggiungibile. Questa quota è stata già ampiamente superata: allo stato attuale il livello e 16 centimetri sotto e ciò vuol dire milioni di metri cubi d’acqua. Tra le prescrizioni previste anche un meccanismo di blocco automatico delle captazioni al raggiungimento di tale quota. E’ evidente che Acea spa considera il lago non più come una riserva idrica di emergenza, come era nelle prescrizioni, bensì come una fonte di approvvigionamento routinaria. Ciò non è più tollerabile”.
Il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano “ritiene assolutamente insufficiente il piano Acea presentato ai Comuni rivieraschi a seguito delle riunioni del tavolo tecnico convocato presso la Regione Lazio e chiede, come già fatto con nota del 14 aprile 2017, rimasta senza risposta, inviata alla Regione Lazio (Direzione Risorse Idriche e Difesa del Suolo – Mauro Lasagna, Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti Mauro Buschini e Direzione Ambiente E Sistemi Naturali – Vito Consoli), ai sindaci di Bracciano, Anguillara Sabazia Trevignano Romano, al Presidente Parco Bracciano-Martignano, Vittorio Lorenzetti, e al Presidente Consorzio Lago Bracciano, Renato Cozzella, di porre in essere quanto di loro competenza per la verifica dell’esistenza del meccanismo di blocco e per addivenire, a tutela del lago, ad una immediata sospensione delle captazioni”.

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