Il Comune chiude un’area camper abusiva, ed è polemica

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LADISPOLI – Chiusura immediata per un’area camper di Ladispoli trovata priva dei requisiti igienico-sanitari e delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento di attività di campeggio. La chiusura è stata disposta da una ordinanza del Comune di Ladispoli a seguito di un sopralluogo effettuato da Asl e Guardia di Finanza. E l’episodio ha immediatamente determinato reazioni politiche in città.
“Di fronte a un evento di tale gravità – commentano dal Movimento Cinque Stelle – che mette a rischio la sicurezza ambientale del territorio, viene da chiedersi come sia possibile che nessuno, tra gli organi preposti al Comune di Ladispoli, si sia accorto che da anni veniva svolta un’attività nella più totale assenza di permessi e nella completa inosservanza delle norme di legge. Eppure risulta abbastanza evidente che su tutta la zona di via Roma in cui sono sorte come funghi attività di sosta camper le norme siano pressoché disattese. A partire dal fatto che la sosta dei mezzi sarebbe consentita per un massimo di 48-72 ore e senza effettuare attività ‘da campeggio’ come l’apertura del tendalino, tavolino e sedie. Basta farsi un giro per capire che nessuno rispetta queste regole. Le aree soggette alla sosta dovrebbero inoltre, per evitare l’infiltrazione di sostanze nocive nel terreno, essere opportunamente impermeabilizzate. Riesce difficile immaginare che tale obbligo sia stato rispettato. I manufatti che continuano a sorgere (baracche, casupole, chioschi, piscine) sono autorizzati o totalmente abusivi? A pensar male verrebbe da dire che, essendo la maggior parte di quei terreni di proprietà di note famiglie ladispolane, nonché di politici di lungo corso, si tenda a chiudere un occhio (alle volte tutti e due). Chiediamo all’Amministrazione di smentire queste nostre maldicenze con un atto concreto, avviando immediatamente controlli su tutte le attività che insistono su quella zona”.

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