Il comitato “Montefiascone senza fanghi”: grazie alla cittadinanza. Urgente un regolamento.

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Il comitato “Montefiascone Senza Fanghi” ringrazia quanti venerdì sera hanno partecipato all’incontro informativo sul progetto di realizzare un impianto di stoccaggio e condizionamento fanghi a Montefiascone. Il palazzetto ha visto moltissimi Montefiasconesi finalmente uniti nella difesa del proprio territorio.

Molti gli interventi a sostegno del no. Il presidente del comitato, Alessandro Scoponi, ha fatto una breve sintesi dei risultati finora ottenuti, grazie anche all’intervento del sindaco che ha dato voce alle oltre 4500 firme raccolte finora per scongiurare l’apertura dell’impianto. Il Consiglio Provinciale straordinario riunitosi la settimana scorsa ha espresso parere negativo all’unanimità, anche tenuto conto della contrarietà del Consiglio Comunale di Montefiascone e della ASL di Viterbo. Spetta ora alla Regione Lazio ed agli altri uffici preposti di fornire i rispettivi pareri durante la prossima conferenza dei servizi, fissata per il giorno 21 aprile.
È importante non abbassare la guardia. Il comitato rimane in attesa di un invito a partecipare alla conferenza dei servizi.

All’assemblea cittadina di venerdì scorso erano presenti Daniele Sabatini, consigliere regionale, il Sindaco Luciano Cimarello e due esperti in materia ambientale, il prof. Enzo Favoino, dell’istituto agrario del Parco di Monza, in collegamento telefonico e il biologo Vincenzo Ferri.

Sono stati di grande valore i contributi forniti dai due esperti, che hanno ben contestualizzato l’argomento in questione e fornito chiare indicazioni circa i pericoli connessi alla realizzazione di tali impianti per l’ambiente e per la salute pubblica. I fanghi da depurazione di acque reflue non sono un semplice ammendante, ma sono dei veri e propri rifiuti che possono essere utilizzati in agricoltura con tutte le cautele del caso.

Ciò che entra nell’impianto sono fanghi da depurazione che possono contenere metalli pesanti e inquinanti, tollerati secondo parametri dettati dal decreto 99/92 che ne definisce le modalità di utilizzo, dando dei precisi limiti a cui attenersi. In un territorio fragile come il nostro, caratterizzato da coltivazioni agricole biologiche e produzioni di eccellenza, i rischi ambientali connessi a tali situazioni riteniamo siano troppo elevati, sia in termini ecologici sia in termini economici.

Le recenti vicende riguardanti gli scempi ambientali di Graffignano, ne sono un chiaro esempio.

Altro fattore di criticità si rileva per l’equilibrio del Lago di Bolsena, importante bacino idropotabile e pregiato ecosistema, già a rischio per i problemi causati dai ripetuti malfunzionamenti dell’impianto di depurazione Cobalb, come evidenziato in questi anni dalla stampa locale, e per i prodotti chimici usati nelle colture agricole intensive.

Ciò che esce da impianti simili a quello che si vuole realizzare a Montefiascone, è di fatto un rifiuto con un codice CER e le aziende agricole, che vengono pagate per lo smaltimento sui terreni, devono essere controllate periodicamente. Il comitato ed i cittadini tutti sono chiaramente molto preoccupati delle conseguenze di tutto ciò sulla salvaguardia dell’ambiente e sulla sicurezza dei cittadini.
Alla conferenza dei servizi ci auguriamo che anche la Regione e gli altri Enti interessati tengano conto del danno che potrebbe essere causato dai fanghi e dall’ingente traffico dei mezzi pesanti che ne deriverà. Il sindaco di Montefiascone ci dice che è fermamente convinto che l’impianto non si farà! Anche il comitato ovviamente è convinto che questa sia l’unica e logica conclusione della vicenda.
Si ringrazia anche Fare Verde Onlus, che ha fornito un supporto tecnico al comitato ma che per via dei molti impegni intrattenuti in tutta Italia, non ha avuto la possibilità di partecipare materialmente all’incontro di venerdì scorso.
In conclusione di assemblea il comitato ha lanciato un appello al sindaco Cimarello: è necessario elaborare immediatamente un regolamento comunale in materia ambientale che fissi dei precisi limiti all’installazione di impianti simili sul nostro territorio e che regoli in generale la materia con le sue interazioni in ambito agricolo; la risposta del primo cittadino è stata che l’amministrazione in carica attualmente non ha la possibilità di deliberare in materia straordinaria a causa delle imminenti elezioni comunali, ma che si prende l’impegno formale di portare in Consiglio la regolamentazione in questione qualora venga riconfermato alla guida di Montefiascone.

Il comitato chiede quindi a tutti coloro che intendano concorrere per palazzo Renzi Doria, di inserire tale regolamentazione tra le loro priorità programmatiche. Subito dopo le elezioni ci aspettiamo che tale regolamento possa essere deliberato dalla nuova amministrazione. Il comitato si è già messo al lavoro con gli esperti per formulare una proposta efficace e credibile. Montefiascone si è dimostrato per una volta unito, continuiamo ad essere i paladini del nostro territorio e non permettiamo di usurpare la bellezza e la naturalezza dei paesaggi che tutti ci invidiano.

Comitato “Montefiascone Senza Fanghi”

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