Borgo San Martino esasperato, esposto in Procura per i disagi idrici

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CERVETERI – Presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia un esposto–querela nei confronti del gestore dell’acquedotto comunale Acea ATO2 e di tutti i soggetti responsabili . L’esposto, presentato dall’Ass. Comitato di zona di Borgo San Martino nella persona dell’attuale Presidente Luigino Bucchi, è stato sottoscritto da oltre 200 persone in gran parte proprietari d’immobili, attività commerciali e produttive nel comune di Cerveteri località Borgo San Martino, Quartaccio, Cecio, Casalone, Ponte Coperto e Carlottine. Nel documento vengono denunciati, tra gli altri: il malfunzionamento del servizio idrico nel periodo estivo, e in particolar modo nei giorni di sabato e festivi; il disagio alle persone ed in particolar modo ai portatori di handicap, alle attività commerciali e produttive nonché gli insostenibili danni a chi fa somministrazione di alimenti e bevande.
“Non meno grave, inoltre – afferma Bucchi – la mancanza di acqua per l’abbeveraggio del bestiame in una vasta zona dove ancora oggi si contano sporadici allevamenti di bestiame che meriterebbero di essere salvaguardati. Non si può vivere nell’incertezza. Ormai da oltre tre anni gli abitanti di questa vasta zona rientrando a casa dopo una giornata di lavoro non sanno più se hanno il diritto di farsi una doccia, oppure di poter lavare i piatti della cena. Aprire il rubinetto e non sapere se l’acqua, che in alcune circostanze viene addebitata come lo champagne, sgorgherà dal rubinetto è esasperante e lesivo della dignità di ogni cittadino. E’ una situazione veramente allucinante per non parlare poi della qualità dell’acqua, ricca di carbonato di calcio, sabbia ed altre impurità. Paghiamo fior di euro di bollette e siamo costretti a comprare casse di acqua minerale non solo per bere ma anche per cucinare o più semplicemente per lavarci i denti”.
“Come Comitato di Borgo San Martino – prosegue – già qualche mese fa abbiamo inoltrato petizioni e reclami al gestore idrico e al Sindaco Pascucci in qualità di controllore, ma al tutto ha fatto sempre seguito il nulla, ne alcuna risposta è stata mai ricevuta. Ci auguriamo che alla luce degli ultimi avvenimenti la politica locale voglia indire almeno un Consiglio Comunale aperto per delucidare ai cittadini in merito a questa situazione che non ha eguali nei comuni limitrofi, ma soprattutto per capire quali strumenti sono stati adottati per risolvere il problema e quali saranno i tempi visto che da quando si è manifestato la prima volta sono trascorsi già tre anni. Sarebbe interessante inoltre, capire perché, a fronte di un servizio ridotto si debba continuare a pagare le quote fisse al 100%. Se è vero che per ogni servizio avuto è giusto pagare un corrispettivo in denaro, dovrebbe essere altrettanto giusto, a fronte di un cattivo servizio, pretendere di non pagare o comunque pagare in proporzione al servizio ricevuto. Funziona così per qualsiasi tipo di commercio: perché non dovrebbe essere così per un servizio di primissima necessità come l’approvvigionamento idrico?”.

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