“Cimitero: situazione scandalosa a Cerveteri”

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CERVETERI – E’ una vergogna che “nemmeno nel momento dell’ultimo saluto ci sia un luogo decente dove ricordare e piangere i propri cari, dato che a Cerveteri non ci sono camere mortuarie; uno scandalo che va avanti da tempo.” Promotori della levata di scudi sul tema il Consigliere Salvatore Orsomando (Forza Italia) e il Consigliere Aldo De Angelis (PD) che denunciano a gran voce “la cinica insensibilità dell’Amministrazione Comunale nei riguardi di coloro che affrontano la dolorosa situazione della perdita di un congiunto ma, soprattutto, l’ennesima inefficienza di una Amministrazione Comunale più presa a fare strategie politiche per la prossima campagna elettorale che ad occuparsi dei reali problemi della città”.
Di fatto il Comune fino ad oggi avrebbe latitato, obiettano i Consiglieri comunali. “Il mancato acquisto di un alza feretri – spiegano – necessario a effettuare la tumulazione nel fornetto, costringe le famiglie a parcheggiare i propri defunti dentro la cappella del cimitero; in caso di decesso, per il quale è necessario l’intervento della magistratura, senza camera mortuaria per l’esecuzione di autopsie, le pompe funebri interpellate dalle autorità competenti sono costrette a trasportare il feretro all’obitorio comunale di Roma (Piazzale del Verano) con conseguente lievitazione di costi sui familiari del defunto per imposte comunali, diritti ASL e spese di trasporto in un momento così tragico e pieno di dolore; le operazioni di esumazione e tumulazione al cimitero vecchio dovrebbero essere programmate con cadenza temporale diluita nel tempo e possibilità di utilizzo di loculo per posto in più dietro compenso di un supplemento di concessione; assegnare a nuove famiglie nel cimitero di via dei Vignali, cappelle già costruite ma rimaste inutilizzate. Se tutto rimane fermo – dichiarano –non ci rimane che ricorrere alla ASL e alle sedi competenti.”
Eppure lo scorso 5 Agosto 2015 è stata approvata all’unanimità una mozione per risolvere le problematiche dei cimiteri del territorio Caerite, rivedere le concessioni ormai scadute dei lotti nel cimitero di via dei Vignali. In tale occasione il Sindaco si era impegnato nel voler provvedere, soprattutto per le emergenze, a “predisporre una camera mortuaria per l’esecuzione di autopsie e acquisire attrezzature idonee per corretto svolgimento di tutte le operazioni cimiteriali come le tumulazioni, inumazioni, traslazioni, esumazioni con raccolte in cassetta da loculi; reperire le risorse per la dotazione di alza feretri fino ad una altezza (minima di 4,20 metri) per entrambi i cimiteri; un carrello per il cimitero vecchio per trasporto casse dal cancello al luogo di sepoltura; di una pedana in alluminio per le inumazioni nel cimitero nuovo; scale, in materiale leggero, che consentano ai familiari dei defunti di portare fiori alle tombe dei propri cari; intervenire presso i concessionari che non hanno rispettato l’obbligo (sancito dal punto 5 della concessione di area cimiteriale) a restituire due terzi del corrispettivo globale della concessione dell’area, escluse le spese di contratto e di registrazione; ripristinare e pulire l’area interessata delle cappelle di famiglia; stabilire il giorno di chiusura per rendere possibili le operazioni cimiteriali quali traslazioni e esumazioni.”
I Consiglieri Orsomando e De Angelis, con questa denuncia-manifesto delle pessime condizioni in cui versano le aree destinate a sepoltura, invitano il primo cittadino a intervenire anche nel rispetto del decoro e il dolore dei familiari che non possono dare in tali condizioni giusta sepoltura ai propri cari. E nello specifico sottolineano, inoltre, che vi sono numerose leggi a cui è tenuto ad attenersi e a farle rispettare perchè: “Il cimitero è un impianto pubblico (Art. 824 Codice Civile) necessario ed indispensabile per ciascun comune (D.M. 20 maggio 1993, Artt. 337, 343 e 394 e Regio Decreto n.1265/1934, Capo IX DPR 10 settembre 1990 n.285, Art. 4 legge 29 settembre 1964, n. 847, integrato dall’articolo 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865); ogni comune deve dotarsi degli indispensabili servizi necroscopici e cimiteriali, anche ai sensi dell’Art. 13 D.LGS n. 267/2000, tra cui si annovera pure il deposito d’osservazione, (Capo III DPR n. 285/1990) e garantire nel tempo il ‘fabbisogno’: un determinato numero di posti salma nel campo comune d’inumazione, procedendo tempestivamente alle esumazioni ordinarie, finalizzate proprio a liberare spazi per nuove inumazioni. L’attività cimiteriale, dunque, si configura come un ciclo, perchè il cimitero è a rotazione e non cumulativo proprio per evitare di accatastare i cadaveri”.
E in conclusione perché “il cimitero è posto sotto il controllo e la supervisione del Sindaco (Artt. 51 comma 1 e “deduttivamente” 104 comma 4 DPR n.285/1990) il quale si avvale della ASL come interfaccia tecnico strumentale, rispetto alla propria potestà politica mentre nella polizia mortuaria il Sindaco agisce in qualità di Ufficiale di Governo (Artt. 14 comma 2 e 54 Decreto Legislativo n.267/2000) ed Autorità Sanitaria Locale (Legge n.833/1978, Decreto egislativo n.112/1998 e Decreto Legislativo n.267/2000)”.

Antonella Marrucci

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