Bracciano. “Sbaglia il Comune, pagano i cittadini”

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BRACCIANO – “Non abbiamo ancora finito di pagare la bolletta dell’acqua 2014 e siamo costretti a pagare anche quella del 2015. Così, dopo soli quattro mesi dal versamento del 50% e prima ancora che scada il termine per l’altro 50% della tassa per il servizio idrico 2014, ecco che ci viene imposto il saldo del 2015 entro fine anno, compreso il consumo presunto.”

Così l’associazione “Salviamo Bracciano” che, in un comunicato, prende la palla al balzo dopo le comunicazioni del Comune in merito all’erroneo calcolo del ruolo idrico 2015. Gli associati contestano la mole dei pagamenti ma anche l’errore che avrebbe fatto bruciare migliaia di euro al Comune di sole spese postali:“La prima spedizione deve essere ignorata dagli utenti (migliaia di euro di spese postali inutili), mentre la seconda va pagata in un’unica soluzione entro il 30 dicembre. Lo dice il documento apparso 4 giorni fa, Lunedì 9, sul sito comunale, e lo dicono le bollette che gli utenti hanno già cominciato a trovare nella cassetta delle lettere. Ma, attenzione – avvertono dall’Associazione – i calcoli sui metri cubi sono sbagliati per eccesso. Se ne è accorto il solito consigliere comunale Tondinelli che, dopo avere chiesto informazioni ai responsabili, ne ha contestato la validità. Così, il Comune si scusa, attribuendo l’errore alla società esterna che ha sbagliato i calcoli. Ma allora a che serve l’obbligo del controllo da parte del Capo Area Sviluppo Economico e Risorse Tributarie Biancamaria Alberi, che firma ogni bolletta?”.

Salviamo Bracciano” incalza con una serie di domande l’amministrazione e il Sindaco Sala. In particolare domanda: “Come si spiega tutta questa fretta da parte del nostro Comune di voler chiudere i conti prima ancora che si possano calcolare i consumi effettivi? Viene giustificata ufficialmente col passaggio di consegne all’ACEA che scatta dal 1° gennaio 2016, nonostante i cittadini abbiamo optato, col referendum, per la gestione pubblica del servizio idrico. Non sarà invece per quel dannato buco di bilancio di un milione di euro che non si riesce a tappare? Eppure la Regione Lazio aveva promesso entro l’anno cinque di quei dieci milioni stabiliti per mettere in sicurezza la discarica di Cupinoro. Ne erano convinti anche i consiglieri della maggioranza che avevano approvato il bilancio col ‘buco’. Solo i revisori dei conti non se l’erano sentita.  E allora non resta che ‘mettere le mani nelle tasche dei cittadini’ secondo il ritornello del nostro sindaco Sala. E difatti eccoci pronti a coprire anche questa voragine, anticipando il dovuto di un anno.  Pur nella consapevolezza del capo area B. Alberi ‘che trattasi di una previsione suscettibile di possibili e consistenti correttivi derivanti dai seguenti fattori controllabili solo a posteriori: il sistema di autolettura soggetto a possibili errori da parte dell’utente; l’applicazione del consumo presunto a tutti coloro che non hanno presentato autolettura; la proiezione dei consumi per l’ultimo trimestre, la presenza riscontrata, dall’esame del ruolo, di 87 di utenze domestiche particolarmente onerose(totale € 236.931,00) che saranno oggetto di verifica e probabile rettifica;”

La conclusione del comunicato è dedicata alla sempre attuale questione dell’arsenico a Vigna di Valle, con una provocazione direttamente al Sindaco Giuliano Sala: “L’entrata teorica prevista è di quasi 3 milioni di euro. Ma se i soldi glieli diamo adesso, cosa si inventerà questa amministrazione l’anno prossimo? E come può pretendere di far pagare l’acqua come fosse potabile anche alle migliaia di utenti di Vigna di Valle che da mesi sono costretti a riempire le taniche alle fontanelle a causa dell’arsenico? Ma non sarebbe più semplice per tutti se il nostro Sindaco restituisse ai suoi cittadini i 900.000 euro come stabilito dalla sentenza della Corte dei Conti, che lo ha ritenuto responsabile di danno erariale? Ecco come far tornare i conti!”.

 

 

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