Bracciano. Museo civico: chiude o riapre?

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BRACCIANO – Conclusa la stagione estiva con le numerose iniziative organizzate dalla nuova Amministrazione insediatasi ai primi di luglio, permangono dubbi e voci contrastanti sul futuro del nostro Museo Civico, provenienti anche dagli stessi addetti ai lavori. Vediamo di fare chiarezza in proposito con l’assessore alle Politiche Culturali ed Eventi, Elena Felluca, alla quale abbiamo posto alcune domande.

Da articoli sulla stampa e dichiarazioni provenienti anche dall’interno dello stesso Comune, sembrava che il Museo avrebbe chiuso per mancanza di fondi. Poi è arrivata la smentita e l’assicurazione che il Museo sarebbe stato risparmiato. Riscontriamo che comunque è stato chiuso per 10 giorni e ora riaperto. Si parla anche di licenziamenti. Che cosa sta succedendo?

“Purtroppo continuano a uscire informazioni fuorvianti che andrebbero prima appurate. Si continua a creare un inutile allarmismo, nonostante i comunicati ufficiali del Comune abbiano già smentito coi fatti queste voci incontrollate. La situazione trovata dalla nostra Amministrazione al momento dell’insediamento nel luglio scorso non ci ha permesso di continuare a gestire il Museo Civico secondo la prassi consolidata”.

Perché?

“Le cause contingenti sono dovute sia alla situazione economica-finanziaria del Comune palesemente con le casse vuote, sia alla gestione del Museo che andava rivista sotto molti aspetti. In particolare, la convenzione con la cooperativa Le macchine Celibi, che ha gestito il Museo dal 1/03/2013, e scaduta il 28 febbraio scorso, è stata prorogata due volte fino al 31 agosto. L’Arch. Cecilia Sodano, direttrice del Museo e, fino a poco tempo fa, Responsabile dell’Area Opere Architettoniche e Beni Culturali del nostro Comune, decise in autonomia un’ulteriore proroga fino al 30 settembre per mettere in sicurezza il patrimonio artistico, cosa che la cooperativa non aveva ancora provveduto a fare. Quindi, nessun licenziamento, il contratto era già scaduto. Il costo della cooperativa da gennaio ad agosto è stato di circa 20.000 euro, più tutte le altre spese a carico del Comune, a fronte di un incasso di circa 1.000 euro. Il solo costo della cooperativa negli ultimi tre anni di gestione ammonta a 84.545,31 euro oltre IVA. Fatti i conti, questo non ci permetterebbe di tenere aperto il Museo, a patto di una gestione più oculata”.

E come pensate di realizzarla?

“L’attuale Amministrazione Comunale punta a mantenere attiva l’offerta culturale del Museo potenziandola e ottimizzandone i costi. Al momento, saranno i dipendenti comunali a gestire l’apertura degli spazi espositivi, la vigilanza, la biglietteria e il bookshop. Inoltre, le attività didattiche ed educative, quali laboratori e visite guidate, verranno riformulate e gestite al meglio secondo quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti attualmente vigenti. Riguardo alle figure professionali scientifiche, l’intenzione è quella di individuare persone idonee per il carattere pluridisciplinare e multiculturale delle collezioni esposte”.

Che cosa è stato deciso per la collezione Panunzi, i reperti archeologici prestati per anni al Museo e che il Comune aveva promesso di comperare?

“Nel 2011, la giunta comunale di allora accettò la proposta degli eredi Panunzi di acquistare la collezione considerandola ‘di grande valore storico e documentario’. Il prezzo di vendita offerto era di 80.000 euro. Per la stima il Comune si rivolse a un archeologo, il dott. Giulio Lucarini, che confermò. La spesa sarebbe stata affrontata utilizzando una parte del mutuo contratto per la costruzione di una nuova scuola elementare decisa nel 2004. Al momento però l’operazione è sospesa sia per l’impossibilità di disporre di questo importo, sia perché andrebbe rivalutato attentamente il dichiarato ‘grande valore storico e documentario’ della collezione. La maggior parte di questi pezzi, infatti, non hanno un grande valore culturale per Bracciano, essendo di ‘provenienza incerta’”.

Avete già considerato anche altre iniziative?

“Per arricchire il nostro Museo Civico ci siamo impegnati a richiedere ulteriori reperti custoditi nei magazzini dei musei provenienti dal territorio braccianese. Insomma, si vorrebbe dare a questo ‘luogo della memoria’ un peculiare carattere comunicativo delle culture locali che si sono succedute nei millenni”.

Per questa ed altre decisioni, a chi competono ora le scelte riguardanti il patrimonio artistico e culturale del nostro Museo?

“L’Amministrazione può proporre solo delle linee guida che, a mio avviso, devono essere discusse consultando varie professionalità, sempre sotto la vigilanza della Soprintendenza locale e quindi al Ministero preposto”.

E’ vero che il Museo non dipende più dall’Area Opere Architettoniche e Beni Culturali, ma da quella Sviluppo Turistico, Culturale ed Educativo? Perché questo cambiamento?

“Facciamo un passo indietro. Il Museo Civico di Bracciano, che è stato istituito con delibera di giunta nel 2005 e inaugurato nel 2006, allora si trovava nell’Area Servizi alle Persone. Il primo Direttore Scientifico del Museo Civico, con credenziali altamente qualificate, fu il dott. Roberto Manigrasso, con un incarico a tempo determinato durato poco più di un anno. Subito dopo di lui subentrò al suo posto l’arch.Cecilia Sodano. Poi, alcuni anni fa, fu istituita l’Area Opere Architettoniche e Beni Culturali, oggi inglobata nell’Area Urbanistica e Ambiente (Decreto n. 37 del 8/09/2016). Pertanto, si è ritenuto di assegnare il Museo Civico all’Area Sviluppo Turistico, Culturale ed Educativo (Deliberazione di Giunta n. 58 del 15/09/2016) a seguito di una semplice valutazione dell’esatta competenza gestionale dettata dalla natura culturale del servizio offerto. È stato avviato, così, quel processo di riduzione delle aree promosso in campagna elettorale dalle liste Patto per Bracciano e Noi per Tondinelli”.

Ma con così poche risorse a disposizione come pensa di riuscire ad alimentare il patrimonio culturale archeologico, storico e storico-artistico di Bracciano? Crede anche Lei che con la cultura non si mangia?

“A parte che pure il cibo è cultura… Non è facile e non lo sarà nei prossimi anni, ma credo che la cultura del ricordo e la conoscenza del passato siano una base fondamentale per comprendere la realtà attuale, ma si deve partire necessariamente dallo studio del nostro patrimonio, purtroppo assai trascurato per molto tempo. Lo studio della cultura storica di Bracciano merita attenzione. Allora, l’opera di divulgazione e di condivisione diventa un obbligo morale guidato dall’interesse per il bene comune. C’è tanto impegno e consapevolezza di vivere in un territorio estremamente ricco di testimonianze antiche che non aspettano altro di essere riscoperte e valorizzate. Non si può parlare del futuro senza la cultura del passato”.

(A cura dell’associazione Salviamo Bracciano”

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