Bracciano, La Corte dei Conti svincola parte dei beni sequestrati all’ex sindaco Sala

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Con l’ordinanza 43/2016 del 22/02/2016 la Corte dei Conti svincola una piccola somma dal “sequestro conservativo” dei beni mobili presenti nei numerosi conti correnti dell’ex sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, per “garantire normali condizioni di vita del medesimo”. L’importo viene decurtato da quello dell’importo totale, riconosciuto dal decreto presidenziale del 4 gennaio 2016, “fino alla concorrenza di € 1.271.409,00, quale danno che il medesimo avrebbe arrecato alla Bracciano Ambiente S.p.A., e, per essa, al Comune di Bracciano”. Questa somma ingente, se riconosciuta nel processo che attende Sala, andrebbe ad aggiungersi a quella già stabilita con sentenza di primo grado N.367 del 06/08/2015, che lo ha condannato a 900.000 euro, per risarcire il Comune “quale soggetto direttamente danneggiato […] a beneficio del bilancio comunale, e non della società Bracciano Ambiente.”.

Il motivo del sequestro conservativo dei beni mobili di Sala viene riportato in sintesi a pag.5 dell’ordinanza: “…esistono numerosi procedimenti erariali in istruttoria, connessi o meno a procedimenti penali che vedono come P.A. danneggiata il Comune di Bracciano e/o la propria partecipata ed in cui risulta coinvolto anche il SALA per illeciti di varia tipologia; oltre a filoni di indagini penali della Procura della Repubblica di Civitavecchia su molteplici reati ascritti al SALA e ad altri Amministratori Locali, all’ex Segretario Comunale, a Dirigenti ed a Funzionari dell’ente, illeciti che vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, dal peculato alla concussione, dall’abuso d’ufficio all’omissione di atti d’ufficio;”. L’Ordinanza della Corte dei Conti è accessibile sul link http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/sentenze/2016/ordinanza_43_2016_lazio.pdf

ACQUA ALL’ARSENICO, IL GIUDICE DI PACE ACCOGLIE LE RICHIESTE DI UN CONCITTADINO
Riportiamo in allegato la sentenza che riconosce il risarcimento simbolico a un cittadino privato dell’acqua potabile. Una vittoria per gli utenti vittime dell’ “inadempimento contrattuale del Comune” per inquinamento da arsenico negli acquedotti di Bracciano. Se i cittadini danneggiati riterranno di ricorrere a loro volta al Giudice di pace, potrebbe profilarsi un ulteriore ipotesi di danno erariale per il nostro Comune.

IL GIUDICE ARCHIVIA LA QUERELA DI NARDELLI A SALVIAMO BRACCIANO E A TRE TESTATE
L’ex vicesindaco Gianpiero Nardelli aveva querelato per diffamazione la presidente della nostra Associazione per aver diffuso un comunicato che informava del suo rinvio a giudizio per presunto abuso edilizio in qualità di direttore dei lavori in zona vincolata (via del Sassone, loc.S.Celso). La querela aveva colpito anche tre testate giornalistiche che avevano ripreso la notizia. Alleghiamo quel comunicato che aveva provocato la reazione di Nardelli e che anticipa di pochi mesi l’intervento di Carabinieri e Magistratura al Comune di Bracciano nel novembre scorso. Il processo al geom.Nardelli e al proprietario dell’immobile è rinviato al prossimo autunno.

IL CASO DEL VILLAGGIO MONTEBELLO
In vista delle elezioni amministrative del 5 giugno pv, il comitato dei residenti del Villaggio Montebello chiede di sottoscrivere un impegno formale per “risolvere definitivamente i problemi della lottizzazione Montebello, secondo un crono-programma” con punti specifici. La richiesta è rivolta ai candidati a sindaco del Comune di Bracciano: Claudio Gentili, Romolo Mangoni, Donato Mauro, Marco Tellaroli, Luca Testini e Armando Tondinelli. L’unico che ha accettato finora è Claudio Gentili della lista PD che fa capo all’ex sindaco Sala. Ma l’iniziativa sta creando un “caso” come emerge dalle reazioni pubblicate anche su Terzo Binario.

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