Bracciano. “Il dovere di restare o il dovere di mollare?”

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BRACCIANO – La recente autodifesa del sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, con la quale giustifica le sue mancate dimissioni, dopo la sentenza di condanna della Corte dei Conti per danno erariale, apparentemente non dice niente di nuovo sul solito refrain con il quale attribuisce ad altri le colpe e le responsabilità del disastro in cui è precipitato il paese. Se la prende con i “denunciatori di professione”, i “nemici politici”, con alcuni cittadini e associazioni. Poi però arriva al paradosso: il passaggio in cui accusa addirittura la magistratura:
“E si comprende bene che, per quanto si tenti di operare con trasparenza e correttezza, la stessa attività amministrativa si blocca di fronte alle centinaia di migliaia di denunce, alle indagini dei P.M., ai numerosi sequestri di documenti (di cui spesso non viene permesso di fare copia, con conseguenti disservizi per gli uffici), alle richieste di rinvii a giudizio di amministratori e dipendenti comunali.”
Forse una gaffe assurda della quale non si rende conto? Oppure pensa che la magistratura stia facendo questo per un disegno (magistratura corrotta)? E’ scontato che il sequestro e il rinvio a giudizio sono la conseguenza di un illecito che, nella Pubblica Amministrazione, può avvenire soltanto in presenza di una contestazione di reato. Contrariamente non si possono sequestrare i documenti.
Quindi, non iniziative di cittadini e associazioni, ma un “complotto” della magistratura penale e contabile finalizzato a bloccare l’attività amministrativa!? Se le richieste di rinvio a giudizio o le sentenza della Corte dei Conti, secondo il nostro Sindaco, non permettono all’amministrazione di “lavorare”, il nostro Sindaco trascura che sequestri e richieste di rinvio a giudizio non sono la causa, ma l’effetto della cattiva amministrazione. Ma in un paese civile, un amministratore non dovrebbe porsi il problema contrario? Non sarà che le richieste di rinvio a giudizio sono indice di cattiva amministrazione? Perchè prendersela tanto per i controlli della magistratura? Se la sua amministrazione avesse operato sempre lecitamente, di che cosa si preoccupa?
E di che cosa si preoccupano alcuni amministratori e dipendenti comunali? E’ il nostro Sindaco che lo afferma: “E’ logico pertanto che gli amministratori pubblici non lavorino più sereni e tranquilli, perché inibiti e prostrati per non poter fornire ai cittadini amministrati i servizi che meritano e che oltretutto pagano (…). A Bracciano poi, in questi ultimi anni, non solo agli amministratori, ma anche ai dipendenti, questa serenità e tranquillità nel lavoro è sicuramente mancata o almeno si è ridotta, poiché quotidianamente siamo costretti a lavorare in un clima avvelenato dagli attacchi continui e pedissequi da parte di alcuni cittadini singoli o associati che sistematicamente, sui social network e sulla stampa, diffamano indiscriminatamente dipendenti, amministratori e dirigenti del comune, inviano continue denunce all’autorità giudiziaria, comunicazioni alla Corte dei Conti, al Prefetto e recentemente anche al Presidente della Repubblica.”
Il nostro Sindaco dimentica di dire che il Quirinale ha deciso di aprire una pratica presso il Consiglio Superiore della Magistratura per valutare anche l’operato della Procura di Civitavecchia. Se le coscienze sono a posto, non c’è motivo di preoccuparsi.
Forse perché finora amministratori, tecnici e dipendenti in genere di questo comune hanno goduto della protezione attraverso il patrocinio legale, non soltanto esenti da qualsiasi onere finanziario, ma coperti dallo stesso Comune che, parte offesa, non solo non si è mai costituito a difesa dei suoi cittadini contro gli illeciti perpetrati, ma ha scelto di pagare gli avvocati. Inoltre, è difficile per un giudice riconoscere il dolo quando è lo stesso Comune che, tutelando il suo dipendente, dimostra che gli sta bene così. Senza nemmeno un procedimento disciplinare o una lettera di richiamo. Solo così un dipendente potrebbe accettare, visto che nessuno è disponibile a fare cose che potrebbero creargli problemi. Con l’eccezione di Antonella Paciotti del Protocollo Generale che invece si é ribellata denunciando. Se tutto questo avveniva con la complicità del precedente Segretario Generale, ora qualcosa di sostanziale è cambiato: sono stati revocati alcuni patrocini legali ed ora diventa sempre più difficile trovare dipendenti che si prestino al gioco. Revocare i patrocini è come aprire una voragine.
Ma il nostro Sindaco non spiega il perché di queste revoche, né il perché delle numerose indagini sul danno erariale. TAR e Corte dei Conti, la magistratura amministrativa e quella contabile, con la collaborazione della Guardia di Finanza, hanno riconosciuto illeciti e reati, hanno prodotto sentenze di condanna, la stessa magistratura penale di Civitavecchia si è attivata recentemente con la richiesta di rinvio a giudizio di tre responsabili per la discarica di Cupinoro. Sembra che qualcosa stia cambiando, grazie soprattutto ad alcuni cittadini e a quegli investigatori coraggiosi che rischiano di persona. Come il maresciallo Bentivoglio, della Polizia Giudiziaria della Procura di Civitavecchia, che sta pagando per aver fatto il suo dovere fino in fondo.
il Sindaco di un paese civile e democratico avrebbe preteso ormai da molto tempo la convocazione di un consiglio comunale aperto ai cittadini, come richiesto a gran voce dai suoi asseriti “denigratori”, per tacitarli davanti alla cittadinanza, invece di fare proclami smentiti poi dalla Magistratura. Il Sindaco di un paese civile e democratico non vieta, non accusa e non lamenta la divulgazione dei documenti comunali sui social network, come se fossero top secret, quando invece appartengono alla cittadinanza. Anzi, l’iniziativa dovrebbe partire da lui. Tutto ciò in un paese civile. Non a Bracciano.
La difesa di Sala ricorda la stessa tattica della difesa di Berlusconi, come lui vittima e perseguitato, ma entrambi inamovibili. Per il bene del paese, proprio non sente il dovere di mollare? Già, per il bene del paese…!

Ass.Salviamo Bracciano

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