Bracciano. Commissario vs Zingaretti, il Comune ricorre contro la Regione e reclama 10 milioni di euro

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BRACCIANO – Il Comune di Bracciano ricorre contro la Regione per ottenere i 10 milioni di euro che secondo l’ente sarebbero stati dovuti alla Bracciano Ambiente. La decisione di ricorrere è stata assunta dal neo Commissario straordinario Alessandra De Notaristefani Di Vastogirardi, così come riferisce l’Associazione “Salviamo Bracciano” che contesta duramente tale iniziativa.

“Quello che non era riuscito a fare l’ex sindaco Sala poche ore prima di dimettersi con tutta la giunta il 30 novembre scorso, lo realizza la nostra Commissaria straordinaria, dando mandato ai ‘suoi’ legali per fare ricorso contro la Regione Lazio che aveva promesso 10.373.619,40 euro alla Bracciano Ambiente per poi cambiare idea – commentano dall’associazione – Sempre per quel contributo che la Giunta Regionale aveva stanziato per riconoscere le spese che la giunta Sala diceva di aver sostenute per il post mortem della discarica (collegate al buco di decine di milioni di debiti della B.A.), ma che non risulta siano mai state dimostrate. Forse per l’indagine della Corte dei Conti e la successiva convocazione di Zingaretti dal PM che indaga sulla nostra amministrazione comunale, fatto sta che la precedente delibera fu revocata, negando così quel contributo che avrebbe dovuto consentire con un salvataggio in extremis l’assestamento di bilancio di previsione 2015, e la cui revoca ha contribuito alla debacle della nostra amministrazione 16 giorni dopo (Del. 727 del 14/12/2015)”. Un ricorso immotivato, secondo “Salviamo Bracciano”, in quanto ritenuto privo di “interesse pubblico”, “visto che la Corte dei Conti e lo stesso presidente della Regione Lazio Zingaretti avevano bloccato l’operazione”.

“Mentre – proseguono – da un lato la Commissaria rifiuta di liquidare la parcella di 80.000 euro agli avvocati Fiore e De Crescenzio, incaricati da Sala per la causa contro Rainews, per non aver sconsigliato il Comune, in quanto non si ravvisa ‘l’interesse pubblico’, dall’altro decide di intraprendere un’azione legale contro la Regione Lazio che si prospetta un altro buco senza fondo, come tanti altri contenziosi legali che hanno contribuito all’attuale situazione disastrata. TAR, appelli, ricorsi, Consiglio di Stato… per trasferire, senza alcuna garanzia di successo, soldi pubblici dei cittadini a beneficio della B.A. e del nostro Comune, sempre a spese di altri cittadini già vessati al limite delle loro disponibilità. Non sarà un’altra manovra per eludere le annose responsabilità e la mancanza di controllo da parte anche degli Uffici della Prefettura da cui proviene lo stesso Commissario? La situazione della Bracciano Ambiente e del Bilancio, come riporta la stessa delibera della Commissaria, non si è creata in un giorno o in un anno, ma risalgono nel tempo. Dove era l’Ufficio della Prefettura quando anni or sono veniva informato da un Consigliere, Armando Tondinelli, sulla gestione della Bracciano Ambiente, sulla mancanza di un fondo rischi adeguato per i contenziosi, e chiedeva il parere sul grado di criticità dei contenziosi ? Se non andiamo errati era il 2009 o il 2010″.

“Se la Bracciano Ambiente non si può muovere da sola – concludono da Salviamo Bracciano –perché è una partecipata che fa capo al Comune, perché salvarla dopo il disastro che ha combinato sul bilancio? Il problema oramai non è più il passato con la sparizione di milioni di euro, ma riguarda ormai il futuro garantito da una gestione oculata, la messa in sicurezza della discarica, il controllo delle falde acquifere, lo smaltimento del percolato e tutto quello che il post mortem richiederà nei prossimi 30 anni. Ieri sono scaduti i 30 giorni entro i quali la nostra Commissaria avrebbe dovuto rispondere alla richiesta di Salviamo Bracciano per fissare un incontro. Silenzio completo. Le domande e le spiegazioni che avremmo desiderato sul cammino intrapreso e su dove ci porterà rimangono senza risposta. Troveremo un altro modo per affrontarle”.

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