Bracciano Ambiente, per Claudio Gentili è un “fallimento procurato”

0
236

BRACCIANO – Il fallimento della Bracciano Ambiente può essere considerato una diretta conseguenza di alcune azioni intraprese negli ultimi mesi dalla dirigenza della Multiservizi. Non c’è dubbio infatti che di fronte alla revoca del bando dell’Ecodistretto da parte del nuovo amministratore unico Silvia Fiori, insediatosi il 4 agosto scorso su diretta nomina del sindaco Armando Tondinelli, e il mancato perfezionamento dell’ipotesi progettuale del cosiddetto “Piano sostenibile per Cupinoro”, sono stati fattori determinanti nella scelta del Tribunale nel determinare la revoca del concordato preventivo e la conseguente sentenza di fallimento. I giudici lo scrivono in chiare note laddove sottolineando che “su richiesta del nuovo amministratore “in data 16.8.2016 il direttore generale della Bracciano Ambiente ha provveduto ad inviare alla GUCE l’avviso di revoca del bando di gara inerente la progettazione, realizzazione e gestione di un ecodistretto presso il sito di Cupinoro” e, riguardo il nuovo Piano, il Tribunale mette in chiara evidenza che “trattandosi di una differente configurazione della proposta, tale da superare in toto l’assetto originario, essa avrebbe dovuto essere accompagnata da una rinnovazione delle attività di valutazione del piano da parte del professionista attestatore (come si ricava dall’art. art. 161, comma 3, L.F., il quale prescrive che ogni modifica sostanziale del piano o della proposta debba essere accompagnata dalla relazione dell’esperto)”.
Altro passaggio importante del provvedimento del Tribunale punta il dito contro l’amministrazione comunale laddove si afferma che “il nuovo piano non è, all’attualità, stato oggetto di valutazione da parte del consiglio comunale socio unico della proponente (che, nella seduta del 24.10.2016, si è astenuto dal formulare alcun “parere definitivo sulla validità del piano”, limitandosi a deliberare “l’ottenimento da parte della Bracciano Ambiente di tutti i pareri, nulla osta, permessi, autorizzazioni, anche attraverso il ricorso alla conferenza di servizi” e “l’acquisizione da parte della Bracciano Ambiente di tutte le necessarie coperture finanziarie al progetto, tali da garantire l’inesistenza dei pericoli di futuri indebitamenti del Comune di Bracciano”). Ed ancora “allo stato, non è stata fornita evidenza in ordine all’avvio dei complessi procedimenti amministrativi diretti all’ottenimento dei “pareri, nulla osta e autorizzazioni per realizzare gli impianti descritti nel ”.
E’ ovvio che nella valutazione del Tribunale è stata determinante la questione dell’incremento ulteriore del debito con pregiudizio dei creditori. “La continuazione dell’attività da parte della società – si legge infatti nel provvedimento di revoca – come riconosciuto dalla stessa proponente nelle note autorizzate da ultimo depositate, sta generando una perdita economica che, unitamente all’ingigantirsi della prededuzione (generato dalla prosecuzione aziendale), genera, all’evidenza, un grave danno alla massa dei creditori”.
Quanto al piano sostenibile emerge chiaro il giudizio del Tribunale laddove sottolinea che “il nuovo piano, non approvato dal socio unico, privo delle necessarie attestazioni di fattibilità e carente delle necessarie autorizzazioni amministrative, rappresenterebbe un’operazione esclusivamente finalizzata a ritardare la risoluzione della crisi dell’impresa e il soddisfacimento dei creditori”.
La eventuale approvazione del Piano sostenibile per Cupinoro, qualora il sindaco non avesse presentato il tanto discusso emendamento, avrebbe tuttavia significato, ritengo, un primo passo significativo, volto ad indicare un percorso diverso nella gestione del sito di Cupinoro. Ma sappiamo come è andata. Oggi sono stati posti i sigilli alle strutture della Bracciano Ambiente, si apre un periodo di esercizio provvisorio ed una fase di incertezza per i lavoratori dipendenti. Riteniamo che la complessa questione della Bracciano Ambiente avrebbe potuto essere affrontata in altro modo. Abbiamo assistito invece a continue prese di posizione da parte del sindaco Tondinelli mirate solo a sostenere azioni di responsabilità nei confronti della precedente gestione. Si è preferito guardare al passato, piuttosto che al futuro. Le responsabilità politiche, a mio avviso, sono da addebitare tutte al sindaco Tondinelli, lo stesso che nel 2004 lavorò per la costituzione della Bracciano Ambiente e che ora, con il suo comportamento, ha contribuito ad affossarla. Quello che mi chiedo se tutto ciò corrisponda ad un disegno preciso e se Tondinelli abbia messo in campo, in questa vicenda, tutta la diligenza del buon padre di famiglia tenendo in conto il bene di Bracciano e dei suoi amministrati”.

Claudio Gentili – Consigliere comunale Bracciano

  • Share/Bookmark
SHARE

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY