“Abiti a Cerveteri?Allora puoi morire”

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CERVETERI – L’associazione Fermiamo Cupinoro denuncia l’incuria delle istituzioni riguardo la salute dei cittadini di Cerveteri. “Abiti a Cerveteri?Allora puoi morire” esordiscono senza roppi giri di parole dall’associazione. “I cittadini di Cerveteri hanno appreso da poco che la loro salute non conta nulla.  – spiegano – Lo scorso anno,  il  nostro movimento, coadiuvato da uno studio di avvocati specializzati, aveva ricorso contro la realizzazione di due nuovi impianti altamente inquinanti (biogas e TMB) nell’area di Cupinoro, area peraltro già inquinata dalla discarica tra Cerveteri e Bracciano. La Regione Lazio e la Bracciano Ambiente avevano ricevuto il via libera dal governo Renzi (lo stesso che ora impone inceneritori in tutta Italia) contro un deciso parere negativo, reiterato in tutte le Conferenze dei Servizi, del Ministero dei Beni Culturali. Dalla sentenza, ancora provvisoria, apprendiamo oggi che il TAR considera dirimente il giudizio del Consiglio dei Ministri. In linea di principio già questo ci sembra opinabile, considerando che ogni governo può commettere errori o abusi e in Italia abbiamo una lunga tradizione di atti e decreti rivelatisi poi in contrasto con le leggi o incostituzionali”.

Anche la motivazione ad autorizzare questi impianti lascia perplessa l’associazione. “Si parla di un generico sviluppo dell’economia del territorio, ma tutti noi sappiamo benissimo che un’industria dei rifiuti in un luogo a forte vocazione turistica e agricola rappresenterebbe invece la morte dell’economia del territorio. Ma c’è di più. Il Tribunale Amministrativo rigetta il ricorso dei cittadini di Cerveteri, perché anche se residenti a un passo dalla discarica, non ricadono sotto la giurisdizione del Comune di Bracciano.”

Quindi si chiedono: “Ma non è più giusto valutare le distanze delle case dalla fonte dell’inquinamento? E quindi l’effettivo impatto sulla salute e sulle attività economiche dei residenti? I cittadini di Cerveteri hanno il diritto di opporsi civilmente di fronte all’eventualità di ulteriori impianti inquinanti nel luogo dove vivono, già penalizzato da 25 anni di discarica? Riteniamo molto pericoloso questo orientamento, che inoltre incoraggerebbe le amministrazioni a realizzare attività inquinanti sempre ai margini del proprio territorio, esattamente come successe tempo fa a Pizzo del Prete, per non perdere elettori e scaricare impunemente su altri le conseguenze delle proprie scelte.”

“Cerveteri  è vicina e sottostante all’area di Cupinoro. L’acqua normalmente scende verso il basso. I cittadini hanno diritto a sapere cosa c’è nelle acque sottostanti la discarica? Quali accertamenti sono stati fatti sulle morti sospette a Borgo S. Martino (comune di Cerveteri, purtroppo per loro)?” continuano dall’associazione.

“Sono anni che chiediamo indagini ambientali imparziali e approfondite -concludono- vorremmo sapere dal sindaco di Cerveteri se continua lo scaricabarile tra ARPA e Regione Lazio su questa materia e se un giorno sarà possibile avere risposte concrete. Chiediamo anche al sindaco Pascucci se, in qualità di responsabile della salute pubblica, ha pensato a intraprendere altre azioni, oltre al ricorso al Consiglio di Stato, per difendere con incisività il territorio e la salute dei suoi concittadini”.

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