“Civitavecchia, per una svolta che non c’è”

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CIVITAVECCHIA – A Civitavecchia, nonostante la diffusa insoddisfazione per l’assenza di risultati tangibili nella gestione della cosa pubblica mancano tuttora le condizioni politiche per un radicale cambiamento di direzione. In altri termini, non si è ancora giunti al punto di svolta.
I cittadini elettori per una serie di motivi più volte emersi e dibattuti, difettano di coesione, di lealismo collettivo, di solidarietà sociale. Responsabili e vittime del degrado, delle disfunzioni e delle precarietà passate e presenti, esprimono sfiducia verso gli amministratori locali con comportamenti spesso incoerenti che sono causa ed effetto di una politica condotta all’insegna dell’interesse di parte e della contrapposizione aprioristica e strumentale tra i partiti, che approda, come è ovvio, all’inconcludenza. Le varie attività culturali condotte in città offrono contributi degni della massima considerazione, ma il loro apporto rischia di esaurirsi nel valore delle singole iniziative sino a che non producono l’effetto di impegnare l’amministrazione pubblica in un piano di concreta valorizzazione e di effettivo recupero dei pochi beni culturali e ambientali della città. Associazionismo, volontariato e società sportive, occorre dargliene merito, esprimono coinvolgimento e impegno nelle proprie attività. Ma la preponderante incidenza dei citati fattori negativi, la perdurante divisione su tutto, fa sì che restino irrisolti i problemi di sempre, frutto dei troppi nodi non sciolti e delle troppe decisioni non prese .
Ebbene, considerata la situazione di stallo, è tempo che a Civitavecchia le forze politiche e sociali, le rappresentanze della cultura e dell’economia si rendano conto che occorre cambiare registro, e si dimostrino consapevoli del fatto che l’attività di ciascun organismo ha un senso se supportata dal riconoscimento della validità degli altri, e se è inserita in un quadro di civile competizione che includa la genuina collaborazione su obiettivi di carattere generale. Una circostanza, questa, che essendo purtroppo “storicamente” assente, va costruita con tutta urgenza varando una iniziativa straordinaria ed inedita per la nostra città, che preveda l’indizione di una vera e propria convention. Come dire una autentica occasione di incontro, che si presti a compiere finalmente un’analisi estesa, spassionata e obiettiva della situazione locale da cui far discendere le scelte con essa rigorosamente coerenti, che guardi all’espletamento dei compiti, delle funzioni e dei servizi del comune e del porto e alle sfere di azione degli altri enti operanti in città in funzione dell’adozione di una strategia di sviluppo globale e integrato dai contorni chiaramente delineati. Con cui gli interventi che si dirigono sui più diversi settori siano non più legati alla circostanza o dettati dall’emergenza, ma suggeriti da criteri che privilegiano le scelte suscettibili di attivare incisivi processi di crescita.

Il Consiglio direttivo dell’associazione “Il Trittico”

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