Ambasciatore di un territorio

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“Ci facciamo un Prosecchino?”. Quante volte ci è capitato di sentire e, perché no, pronunciare queste parole all’ora dell’aperitivo? Un diminutivo che attiene alla sfera del poco impegno, di un bere disinvolto e modaiolo.  Il successo, i consensi e la “fedeltà” che il Prosecco suscita nei consumatori, deriva dalla piacevolezza e facilità di beva con l’ausilio di una distribuzione capillare del prodotto. Poco importa, per i fruitori occasionali, di approfondire la conoscenza di tale “Illustre Sconosciuto” enologico, ma credo valga la pena di scoprirne le origini, la storia e la sua unicità.

La vera origine del vitigno è antica e misteriosa, ma alcuni studiosi hanno intravisto nell’odierno prosecco il mitico vino Pucino – Puxinum latino, che l’Imperatrice Livia Augusta si faceva inviare a Roma nelle anfore di terracotta dal porto di Aquileia. Il nome deriva dall’omonima località del Carso triestino, dove veniva chiamato Glera, ma da oltre due secoli ha trovato il suo habitat naturale tra i colli di Conegliano e Valdobbiadene. Un anfiteatro naturale, formatosi con il ritiro del ghiacciaio del Piave, fasciato di vigneti a perdita d’occhio. Un ambiente davvero unico tanto che nel 2008 è stato avviato il progetto per il riconoscimento a Patrimonio Unesco. La diversa natura dei suoli con predominanza di argille ad alto contenuto di carbonato di calcio, alternate a flysch, marne e arenarie, le pendenze spesso accentuate, il gioco delle esposizioni e delle ventilazioni, le temperature decisamente fresche e le forti escursioni termiche, consentono a questa uva di esprimersi con caratteristiche d’eccellenza non replicabili in altri siti.  La naturale generosità della varietà, protagonista quasi assoluta di questa viticoltura, viene ricondotta naturalmente a basse rese dall’opera sapiente dei viticoltori e garantisce aromaticità e struttura. A complemento dell’equilibrio organolettico, il Verdiso, la Perera e la Bianchetta.  Uve, che regalano carattere e unicità al prodotto finale, conferendo rispettivamente acidità e sapidità, profumi,  e per finire gentilezza. Gli aromi fruttati e floreali vengono esaltati nella tipologia spumante ottenuta  con la presa di spuma in autoclave. Gli enologi che operano in questa area sono dei veri specialisti delle bollicine; gli interpreti più accreditati del metodo di Spumantizzazione Conegliano Valdobbiadene, messo a punto da Antonio Carpenè nella Prima Scuola Enologica d’Italia, ideale per produrre un Prosecco fresco, aromatico e accattivante nella sua esuberante ricchezza di frutto.

Ma non basta. Tanto è stato fatto grazie anche al Consorzio di Tutela che ha portato avanti nel tempo una serie di attività a sostegno di tutti gli operatori della filiera. Dalla mappatura e zonazione del territorio, formazione e aggiornamento tecnico dei produttori, fino ad importanti contributi al settore della ricerca. Un lavoro coronato dal riconoscimento della DOCG ottenuto nell’agosto 2009. Accanto al Consorzio si muovono in sinergia la Scuola Enologica di Conegliano, l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura, istituzioni come la Provincia di Treviso e la Regione Veneto e la Strada del Prosecco e dei vini dei Colli di Conegliano e Valdobbiadene che proprio il prossimo 10 settembre compirà 50 anni. Una coesione virtuosa che ha dato vita al Primo Distretto  Spumantistico d’Italia, un intelligente modello di sviluppo integrato di tutto il territorio che raggruppa  gli operatori dei settori collegati, dal turismo ai servizi, dai produttori di macchinari alle distillerie, agli artigiani alimentari, agli albergatori e alla ristorazione. E non meno importanti le iniziative volte alla tutela ambientale, alla comunicazione e alla promozione dei prodotti e del territorio.

Oltre a “Vino in Villa” , l’evento che si tiene ogni anno nel terzo week end di maggio, nel castello di S. Salvatore di Susegana, quest’anno sono in programma altre due manifestazioni proprio per festeggiare il cinquantesimo anniversario della Strada del Prosecco.

Sabato 10 settembre prenderà il via dalla piazza principale di Valdobbiadene, la Centomiglia sulla Strada del Prosecco Superiore. Un tour per auto d’epoca nello straordinario scenario paesaggistico delle colline trevigiane di Conegliano Valdobbiadene, nominata quest’anno Città Europea del Vino. Un viaggio tra vigneti e borghi storici per conoscere ed apprezzare i vini, i cibi ed i luoghi di un territorio iscritto recentemente nel ‘Registro Nazionale del paesaggio rurale storico’ istituito dal Ministero per le politiche agricole.

Domenica 11 settembre invece partirà la Rievocazione storica: carrozze trainate da cavalli percorreranno l’itinerario storico con partenza da via XX Settembre nel centro storico di Conegliano, proseguendo poi per San Pietro di Feletto, Refrontolo, Solighetto, Farra di Soligo, e terminare a Valdobbiadene. Figuranti in costume d’epoca, tamburini e sbandieratori, oltre alle Cantine aperte ed iniziative di intrattenimento lungo il percorso completeranno la festa.

Un successo davvero meritato quindi, non solo per la piacevolezza e il moderato contenuto alcolico, ma per l’impegno a pieno campo di tutti gli addetti ai lavori,  capaci di aver posto fine all’anonima sovrapproduzione degli anni 70-80, e di aver proiettato il nuovo Prosecco con ambiziosa determinazione verso il terzo millennio.

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