Sushi, pane carasau, sport… Dal Giappone alla Sardegna, la ricetta di lunga vita!

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19 aprile 1897 – 12 giugno 2013. 116 anni e 54 giorni: questi gli impressionanti numeri del giapponese Jiroemon Kimura, l’uomo più longevo di sempre.
Jiroemon aveva ricevuto il premio dal Guinness dei Primati nel 2011, alla morte del suo predecessore Tomoji Tanabe, anche lui col “marchio di fabbrica” del Sol Levante e morto all’età di 113 anni. Quando quest’ultimo si spense, Jiroemon divenne la “persona vivente più anziana nel mondo” e, ad oggi, è l’unico essere umano (di cui si abbia certificazione anagrafica della data di nascita) ad essere arrivato a vedere 116 primavere compiute, acquisendo il meritato titolo di “decano dell’umanità”. Ora, il testimone passa ad una donna: Misao Okawa, anche lei giapponese (che ha 115 anni).
Subito dopo di loro, salta alla mente di chi scrive il record made in Italy della famiglia sarda dei Melis: sei sorelle e tre fratelli, originari di Perdasdefogu in Ogliastra, che al primo giugno del 2012 avevano un’età complessiva di 818 anni e 205 giorni, ricevendo così il premio del Guinness dei Primati di “famiglia più longeva al mondo”.
Sia il Giappone che la Sardegna sono famosi nel mondo per la longevità media dei propri abitanti, nonché per questi spettacolari record anagrafici. Ma dov’è il filo di lunga vita che unisce queste due aree del mondo tanto lontane tra loro?
Forse sono distanti, ma non così diverse… A cosa pensiamo, subito, quando ci viene in mente il Giappone o la Sardegna? Alla conformazione geografica: isole! Ciò significa mare e, dunque, in primo luogo, pesce! Pesce a volontà, come piatto tipico da millenni, sia per i poveri che per i ricchi. Ma “isola” significa anche una certa distanza dalle altre zone e, di riflesso, una certa chiusura all’interno dei propri confini: ciò potrebbe significare un forte attaccamento alle tradizioni, il quale potrebbe tradursi nell’utilizzo di cibi semplici e genuini, delle ricette e delle abitudini della nonna, insomma.
Quando pensiamo ad alcuni luoghi del mondo, inevitabilmente, pensiamo a tradizioni millenarie di rapporti dell’uomo con la sua terra, a famiglie dedite all’agricoltura e alla pastorizia. Non è un caso che, in Sardegna, la zona con la maggiore longevità sia l’Ogliastra e non Cagliari. Come non è un caso che Jiroemon sia nato e cresciuto a Kyotango e non a Tokyo. Forse, dunque, i soldi di un manager londinese non valgono come la forza data a corpo e mente da certe professioni “fisiche”. Jiroemon aveva lavorato tutta la vita in un ufficio postale, è vero, ma attenzione: si parla di tutta la vita “lavorativa”! Per il resto aveva sempre mantenuto l’hobby della campagna e, dai 60 anni in poi, dopo il pensionamento, si era dedicato assiduamente all’attività agricola insieme al suo figlio maggiore, andando a coltivare i campi fino ai 90 anni suonati.
Si è spento dunque questo nonnetto (e bisnonno e trisavolo, per esser precisi) che, come spiegazione per la sua incredibile longevità, seppe dare solo quella di aver mangiato sempre leggero (“riempendomi lo stomaco per 4/5, cit.) e di aver preso energia dal sole, visto che amava riposarsi guardando il cielo.
Rimasto vedovo, era andato a vivere con il suo primogenito e, poi, con la vedova di quest’ultimo, accudito fino alla fine da sua nipote, costretta a ricoverarlo solo negli ultimi mesi, dato che fino al 2012 era ancora in buona salute (nonostante nell’ultimo anno si servisse di una sedia a rotelle) e lucidissimo: rilasciava interviste e, addirittura, aveva imparato a ringraziare e salutare i giornalisti stranieri in inglese, per essere più al passo coi tempi. Circondato dall’amore di 7 figli, 14 nipoti, 25 bis-nipoti e 14 bis-bis-nipoti, è arrivato alla fine con spensieratezza e allegria, dopo aver visto ben tre secoli.
Del resto, non è più una novità che lo stress è un acerrimo nemico della salute e, dunque, della vita: infarti, malattie cardiovascolari e addirittura tumori sono ormai scientificamente correlati anche ai fattori della qualità della vita. Una vita lavorativa troppo stressante fa sì che non si abbia il tempo da dedicare a se stessi, che si mangi in fretta e, spesso, male, che ci si arrabbi in continuazione. In sintesi, che si campi proprio male!
Certo, anche la genetica fa sicuramente la sua parte: salta all’occhio pensando ai fratelli Melis in Sardegna, ma anche nella famiglia originaria di Jiroemon Kimura si nota che quattro dei suoi cinque fratelli hanno superato i 90 anni e che uno tra loro è morto addirittura centenario. In entrambi i casi, sono stati avviati studi scientifici da parte di università del luogo: sia in Ogliastra che nell’area di Kyotango in Giappone, infatti, la longevità è caratteristica comune, al di là dei record che finiscono in tv.
In attesa dei risultati della scienza, però, forse sarebbe il caso di rilassarsi, di essere felici di ciò che si ha invece di affannarsi dietro sogni impossibili, di mangiare sano e di prendere esempio dalle abitudini del “nonno del mondo” e dei nostrani Melis. Chissà… Forse si potrebbe scoprire una ricetta di lunga vita: morigerata attività fisica, tempo per se stessi e per chi si ama e buona alimentazione. Cominciamo col sushi e col pane carasau, poi una bella passeggiata e speriamo nella felicità! Non è detto che si arrivi a 116 anni, ma almeno si vivrà bene ed in buona salute!

Ilaria Melis

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