Il caleidoscopio

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E risiamo lì, bocca corrucciata, sguardo fuori orizzonte…
E risiamo lì a dover cercare di ribellarci a quelle risacche pesanti …
E risiamo lì – pensò attorcinando i suoi boccoli lucenti – a desiderare quel sogno, quella inafferrabile illusione che tanto ci muove e ci smuove e che sembra sempre più lontano sempre più sfocata sempre più di febbrile affanno…

Ad un tratto un silenzio irrompe come un tuono in estate.

Ed ecco che il torpore torna a ridere, lo sbalzo nelle pupille accende le guance, il sorriso riempie la piazza, quella radice di quell’albero maestoso, sà di liquirizia spezzata e succosa, quello squarcio di azzurro sà di infinito piacere, quel tetto nascosto dal muraglione avvolge di profumi dolci caldi e zuccherosi…

All’improvviso qualcosa si spezza– si disse assorta in questa meravigliosa scoperta tra le dune dorate del suo sguardo incredulo- ecco a cosa mi servono– si ripeté, mentre sorridendo compiaciuta mangiucchiava un filo d’erba succoso di primavera- questi scossoni dell’anima mi saziano per spalancarmi nuovamente le nuvole di intrecci pensierosi si spogliano per dare vita ad un tourbillon di porporina colorata ed impazzita nella magica e confusa danza piena di allegri sfavillii e ogni cosa si illumina di un soffio scintillante, di profumi di venti fioriti, la vita sembra più forte che meraviglia– si ripetè mentre saltellava giocosa giù per gli scalini di pietra ed edera sono felice.

E lo sono proprio perché conosco il caleidoscopio

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